Visualizzazione post con etichetta Bailarines. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bailarines. Mostra tutti i post

martedì 1 marzo 2016

MARIANO OTERO y ALEJANDRA HEREDIA : IL MOVIMENTO FELINO CHE AZZANNA LO SPAZIO





In un panorama tanguero denso di professionisti perlopiù omologati nello stile e nelle proposte didattiche mi sono imbattuto in una coppia che ex abrupto mi ha colpito per interpretazione musicale, potenza scenica e densità di movimento: Mariano Otero y Alejandra Heredia. Fino ad ora il mio unico contatto era limitato alla visione di alcuni video su youtube peraltro di grande impatto, ma nel tango,  come in altre forme artistiche,  la visione dal vivo delle performance é davvero altro. E' l'epifania del movimento plasmato alla musica. L'occasione é stata la V edizione del Lilibeo Tango Festival a Palemo, tenutosi nello scorso weekend, dove questa coppia ha letteralmente bucato la notte del sabato. Quattro pezzi, ognuno diverso dall'altro, chiusura con una milonga sui generis davvero coinvolgente, che hanno scosso il mio immaginario. Una coppia che dotata di una dinamica estrema , rarefatta e personale, che non é al servizio di una pura ritmica ripetitiva, ma avvolge la musica, inseguendo e disegnando le note. Il corpo dei ballerini si trasforma in una tavola alla Pollock dove il dripping del movimento rivela ad ogni angolo inedite sfumature. Si vede che dietro vi é un grande lavoro,di due ballerini eccelsi tecnicamente ma che in primo luogo sono anche atleti. Una preparazione coreografica che non vuole mirare solo a stupire il pubblico con effetti speciali, bensì creare con gli astanti una profonda empatia. Colgadas, Volcadas, Rebotes perfettamente dosati nella musica sono i gioielli che adornano e impreziosiscono la performance. Mariano si muove come un felino che con passo felpato e sensuale azzanna lo spazio di risposta di Alejandra che ne completa la fisicitá donando eleganza e grazia. Una risposta compiuta su ogni brano e su ogni movimento. Una coppia che lascerà sicuramente il segno, capace di destare dal torpore gli sguardi ormai addormentati alla noia di esibizioni massificate e avvitate sulla presunta eticità della nozione di ballo da sala. Forse qualcuno non ha ancora compreso, o ha ad arte, sviato il concetto di performance e show.

lunedì 28 novembre 2011

Joe e Lucila...la formula magica del tango


La leggerezza e la grazia di un movimento etereo che abbraccia la passione la sensualità di una dinamica energica ed esplosiva senza eguali. La performance di Joe Corbata e Lucila Cionci vista sabato notte, nel corso dell'Astintango Festival mi ha lasciato ammutolito. Un crescendo di pathos ed intensità tali da abbagliare le mie sensazioni tanghere, il palato forse già sazio ed avvezzo da oltre 14 anni di esibizioni, che rimane peró avido di fronte all'epifania di un universo tanghero che esplode, si frantuma in cristalli di bellezza assoluta.

Il primo tema, una delle più affascinanti esecuzioni di Di Sarli con Florio, era quasi un prologo, con la sua melodica onda sonora alla deflagrazione di energia dei due temi successivi. Osservare Joe e Lucila muoversi, in perfetta simbiosi, non significa assistere ad una delle spesso fredde esecuzioni del tango show, nella accezione più classica di questo termine, ma entrare direttamente in comunicazione con il loro cosmo. Un cosmo dove il maschile ed il femminile si compenetrano, dialogano nell'energia e nelle dinamiche del movimento, ma anche e soprattutto nella interazione fra le due anime. Quella rappresentata dalla grazia leggera di Lucila e l'altro lato della medaglia, la potenza ed il fuoco di Joe. Ma, ed é questo ciò' che rende unica la coppia, le due facce diventano una e si fondono interamente con il pubblico. Come se l'aura emanata dalla loro esecuzione invadesse l'intero spazio della milonga, del palco, del luogo della rappresentazione.

Ad Asti é stato assolutamente impressionante.

La location, una suggestiva ed incantevole chiesa sconsacrata dalle origini remote, ha ospitato un rito pagano, il tango che diventa danza ed epifania del movimento creatore di una rinascita corporea. I corpi che si inseguono e si ritrovano senza mai perdersi, le struggenti note del bandoneon, a volte leggere ed a volte gravi, disegnate direttamente in aria e sul suolo da Joe e Lucila. Tutto concorre a creare una sensazione unica, quella di entrare direttamente nel loro universo, condividerne per il tempo dell'esibizione i segreti e le passioni. Da tempo una performance non riusciva a coinvolgermi in tale maniera. O meglio non riusciva a stimolare anche riflessioni che trascendono i canonici spunti del mondo tanguero. Conosco Joe e Lucila da tempo, ma non ho mai avuto fino ad ora l'occasione per alterne vicende di gustarmi in pieno una loro esibizione. La mia voglia é stata appagata in pieno. Vedo nel loro tango un universo in continua evoluzione, una ricerca costante di nuove dinamiche e nuove sensazioni da trasmettere al pubblico, ma in primo luogo a se stessi, consci che da un equilibrio perfetto nella relazione di coppia deriva la loro magia. L'essere unici ed irripetibili nel panorama mondiale tanghero. Perché l'altro grande punto di forza di questi due grandi artisti é l'essere personali ed irriducibili fino all'osso. Joe e Lucila come due grandi alchimisti del tango con una formula unica della loro rappresentazione tanghera che é inafferrabile perché continuamente in divenire, in trasformazione perpetua, … ma solo loro ne conoscono il segreto.

Un segreto che pervade i nostri corpi durante la loro esibizione…breve nell'arco cronologico della durata temporale, persistente ed eterno nel ricordo e memoria delle sensazioni.

domenica 28 novembre 2010

Sebastian Arce e Mariana Montes: l'epifania del TANGO



… Vedere ballare Sebastian Arce e Mariana Montes, vuol dire assistere all’epifania del Tango. L’avvento, senza restrizioni o inutili orpelli, del Tango.


Una coppia che, oltre ad essere già da tempo entrata nell’olimpo degli artisti del 2x4, riesce a creare ad ogni esibizione, una magia irripetibile.


Dopo aver assistito ad Astintango Festival , a due interpretazioni di Sebastian y Mariana, mi sono trovato all’improvviso a percorrere mentalmente, l’evoluzione di questa coppia nell’ultimo decennio, e analizzando a mente fredda tutto ciò, mi sono accorto che avevo affrontato un tour virtuale nel tango stesso.


Recuerdo, e La milonga de Buenos Aires, i temi a cui mi riferisco, erano un compendio, ma non nel senso riduttivo del termine, dei vari stili del tango, con un fattore denominatore comune: ogni singolo momento, ogni passo, rasentano la perfezione e vivono come momento autonomo, in una bellezza e densità uniche. Dalla camminata al giro, dalla sacada al boleo, che Mariana disegna sul piso e nell’aria, c’è una liturgia del “punto d’arrivo”. Come se dopo aver ammirato l’esecuzione di un movimento si convenga all’impossibilità di ridurre quella forma ad altra possibilità.


In Sebastian c’è la consapevolezza e la sicurezza del tango. La semplice camminata che basta a rendere un ballo assoluto. Non autoreferenziale, ma in grado di far godere gli astanti di quella semplicità sublime che supera le piroette fuori tempo o illogiche di tanti esecutori meccanici senz’anima.


Chi è nel tango come me da tempo, riesce a scovare in questo Sebastian ultima maniera, tutto fuorchè manierista, le molteplici anime di questo ballo, che comunicano fra di loro in un orologio perfetto. È sottintesa la dinamica di una coppia rodata, ma che ha una dote straordinaria: mettersi sempre in discussione. Non sentirsi mai arrivati, ma sviscerare il tango nei suoi dettagli per svilupparne aspetti nascosti o sotterranei. Straordinario è l’uso dell’abrazo, e credo che pochi come Sebastian ne comprendano le potenzialità. Ricordo a proposito una piacevole conversazione sul tema.


Più passa il tempo e più resto fermamente convinto che il tango sia scritto nel destino di questi grandi artisti che riescono a far emergere l’anima, le sensazioni nascoste che sottendono a quest’arte.


Alcuni obietteranno che lasciare il destino nelle mani di pochi è un grande rischio, ma lo si può correre volentieri, se il contraltare è la banalizzazione e l’impersonalità di chi ne vuole fare uno sterile atletismo. Mascherato con la musica del tango.

domenica 17 gennaio 2010

Alejandro e Marisol, il tango continua a stupirmi



Non mi capita tutti i giorni di incontrare ballerini, a parte i grandi nomi del pantheon tanguero famosi ai più, in grado di sorprendermi per freschezza, personalità, lettura musicale innovativa e dinamiche di movimento inedite. Alejandro Larenas e Marisol Morales si sono imposti come una felice sorpresa dell’ultimo periodo. Li ho visti in performance dal vivo a Reggio Emilia e nel Festival Tango Fusion ed ho trovato il loro ballo assolutamente di grande livello. Mi ha colpito in particolare questa interpretazione mai banale di tanghi classici della vecchia guardia con movimenti circolari, morbidi, continui, dove se un passo da tango nuevo è ridotto nello spazio, altresì non lo è nella densità e nella potenza del rapporto spazio – esecuzione. Alejandro, con cui ho scambiato un lungo dialogo al Festival TangoFusion è un grande appassionato e conoscitore del tango come musica, che ricerca i brani, non cedendo a facili stereotipi for export. A me piacciono personalmente molto anche nella resa di brani del nuevo, o nel non tango. Fluttuando su Youtube ci si può imbattere in uno stupendo clip dove i nostri interpretano la colonna sonora di Dexter, una delle migliori serie americane dell’ultimo decennio. La magia e il mistero di queste note sono disegnate con assoluta maestria, eleganza e seduzione da Alejandro e Marisol. Spero di rivederli presto dal vivo in Italia. E sono ottimista sul futuro del tango. Fino a quando ci saranno interpreti di questo calibro, il baile popular avrà lunga vita. Ma solo attraverso i grandi artisti passa l’evoluzione e la crescita del Tango.


mercoledì 7 gennaio 2009

FEDERICO NAVEIRA, you can't stop tango!

La freschezza del tango che nella classicità del movimento si innova senza ombrarsi di naftalina. La voglia di ballare senza schemi precostituiti ma godersi un gioco meraviglioso che forse non è ancora diventato un lavoro.
L'immagine “http://www.parakultural.com.ar/user/images/ines_y_federico_III.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
Una tecnica in evoluzione che non paralizza e blocca, creando pregiudizi sulle dinamiche.
Il futuro assicurato a Federico Naveira...

sabato 29 novembre 2008

Mario y Anabella: densità cristallina nelle dinamiche


Ho visto per la prima volta live Mario Consiglieri e Anabella Diaz Hojiman , due settimane fa in una festa organizzata dal gruppo Barrio deTango a Reggio Emilia. Straordinari!Una coppia di artisti giovani anagraficamente, ma maturi nel ballo, con una tranquillità e rilassatezza di movimento derivante dalla consapevolezza di non recitare una “parte” ma essere semplicemente se stessi. Mario e Anabella hanno uno stile molto innovativo che elabora dinamiche estreme in un linguaggio chiaro, dove la codifica è l’essenzialità. Dalle sacadas ai boleos, dalle colgadas ai ganchos in dinamica tutto fluisce alla perfezione in un mood sonoro compatto e puntuale. La mia grande sorpresa è stato scorgere una grande musicalità e soprattutto un’originale interpretazione di essa , e non una pedissequa variazione di schemi preconfezionati. Mi ha colpito molto la leggiadria e grazia di Anabella, che in virtù di un gran talento sfodera movimenti puri e non affettati, senza per questo non essere protagonista. Entrambi poi, hanno una simpatia sincera e una grande disponibilità che ormai sono delle virtù rare. Quest’estate saranno tra i protagonisti del festival di Siracusa… ma devo aspettare tutti questi mesi per vederli di nuovo in azione?


mercoledì 29 ottobre 2008

Un movimento etereo: la fluidità di Pablo Inza


Scrivo questo post dopo l'impulso procuratomi dal Friuli Tango Festival che lo ha visto protagonista. Pablo Inza, per chi ha fortuna di incontrarlo, è un ballerino straordinario, che lavora molto sulla melodia musicale, ma raggiunge vette incontrastate nella fluidità del movimento. L'ho visto esibirsi ed insegnare con tante partner, ma per me rimane un unicum nel panorama mondiale tanguero per la sua combinazione di didattica e movimento. Tutto in Pablo fluisce, scorre, come se fosse un fruscio leggero a solcare il piso. Non è la solita sventagliata di ganchos, saltos e quant'altro, ma figure complesse che si dispiegano come se da uno scrigno un0ignota formula algebrica rivelasse movimenti, posizioni corporee, posture morbide e comode. Non ho mai visto Pablo ripetere un'esibizione, forse perchè ama l'improvvisazione, l'istinto primordiale di "recitare" mosso da una musa sconosciuta. Ed ogni volta resto affascinato da questo "anti-divo" che con naturalezza e semplicità spiega i segreti di un movimento a lezione o rivela in esibizione soluzioni dinamiche e figure inconsuete.

mercoledì 22 ottobre 2008

Julio Balmaceda y Corina De la Rosa: Tango Forever


Veder ballare Julio e Corina equivale a rivivere nella durata di un tango, la storia di questo incredibile ballo. Un dispiegarsi di eleganza, leggiadria, passione ( nel senso più puro del termine), teatralità ( nella versione purificata da ogni effetto caricaturale). Questi due artisti regalano sia durante le loro lezioni, che durante le performances, un caleidoscopio di emozioni. Dal passo felpato di Julio, quella camminata inimitabile che pare come un aliante accarezzare il piso, all’eleganza mai esagerata di Corina. E poi sobre todo una eccelsa musicalità, che abbina alla ritmica una chiave melodica superba. Un esempio fra tanti il vals la cui lettura è a dir poco inimitabile. Julio e Corina sono ormai diventati un classico. Ogni volta una garanzia con un quid di differenza che li rende inimitabili. E classici sono diventate le performance di alcuni brani. Ci sono infatti dei pezzi che da cavalli di battaglia di questa pareva sono diventati quasi di loro proprietà,… ci vorrebbe il copyright… ne cito in ordine sparso: Malena e Morena, track super trendy di Morgado. Ma ciò che mi preme suggerire è anche il grande lato umano di Julio e Corina, la loro simpatia e… ormai sono rimasti loro la coppia per eccellenza nel tango. Fra i grandi maestri, sono quelli che, coppia anche nella vita resistono da più tempo. Devo ammetterlo ho un debole per loro, ma anche per il loro mettersi in gioco ogni volta, e allora rimando su Youtube al videoclip di “Pà bailar” dei Bajofondo, dove Julio e Corina ne danno una parodia After Dead or Living Dead.

Julio e Corina, la grande forza espressiva del tango

mercoledì 15 ottobre 2008

DALLA SICILIA I FANTASTICI QUATTRO



NWOIT - NEW WAVE OF ITALIAN TANGO. Mi è venuto in mente questo acronimo pensando a questi talentuosi tangueri che in tempi rapidissimi hanno scalato le vette del panorama tanguero internazionale, oltre che per essere gli organizzatori del Siracusa Tango Festival, anche per le loro indubbie capacità. Claudio Forte & Barbara Carpino ( neosposi), e Fausto Carpino & Veronica Toumanova, coniugano la tradizione del tango salon con l’innovazione delle dinamiche del tango nuevo, sempre in un mix equilibrato. Mi piace nelle loro esibizioni questo ballare sicuro, che deriva da un’estrema padronanza dei mezzi tecnici, affiancato da una attenta musicalità. Uno dei termini che meglio lego è sicuramente versatilità, su You tube si possono facilmente reperire dei loro video, e notare come tranquillamente passino da un viejo Donato, a un Di Sarli, da vals di D’Arienzo a musiche più eterodosse, quali ad esempio una traccia di Elisa. In certi movimenti di Claudio scorgo quell’eleganza e quell’accarezzar il piso di Julio Balmaceda, così come mi piace molto l’estrema personalizzazione del ballo e degli adornos di Barbara, di sicuro non ha nulla da invidiare ad affermate ballerine d’oltreoceano. Fausto e Veronica, dotati di grande tecnica e di quell’istintualità che deriva dalla giovane età mi fanno impazzire per quella innata capacità di improvvisare e di giocare con il corpo e i movimenti nello stretto. Ricordo di loro grandi numeri nella milonga affollata di notte sulla spiaggia a Siracusa. Mi mette di buon umore il pensare che si balli così ad alto livello in Italia e che soprattutto i quattro possano sempre migliorare, d’altronde l’età gioca a loro favore.

giovedì 9 ottobre 2008

PABLO VERON y GISELLE ANNE: Dominguera!


Navigando sul web, mi sono imbattuto ovviamente su YOUTUBE, su una performance, credo abbastanza rara da vedere, di Pablo Veron accompagnata da Giselle Anne. Una sorta di All Star game. ballano Dominguera, una milonga classica del repertorio di Color Tango.
Sono rimasto a guardarla 3 volte di seguito. Come si è evoluto il tango, anche da scenario ed esibizione, c'è un campionario di movimenti e mimica che sembrano lontani anni luce da quello che c'è nell'happening odierno. Anche perchè i percorsi evolutivi di entrambi gli artisti sono stati differenti. Quello che invece trovo intatto è la carica emotiva che ne viene fuori.
Considero dunque questo video una chicca da gustarsi sprofondati in poltrona, godendo e riflettendo di un'epoca pre esplosione del tango worldwide.

Link del video http://www.youtube.com/watch?v=VJU6oxCIuDs

lunedì 6 ottobre 2008

EL PAJARO, l'irresistibile leggerezza della ritmica


La ritmica di un ex batterista cresciuto con l'hard rock e l'heavy metal degli anni d'oro, da AC/DC a JUDAS PRIEST, dai BLACK SABBATH ai METALLICA; la musicalidad di un dj fra i più acclamati di Buenos Aires; la fluidità di un ballerino fra i preferiti dal grande pubblico. Possono convivere queste peculiarità? Risposta affermativa se il soggetto in questione è DIEGO RIEMER, meglio conosciuto come EL PAJARO. Forse per chi ama la ritmica, e movimenti in traspie uno dei migliori talenti in circolazione. Imperdibile!!!


venerdì 3 ottobre 2008

SEBASTIAN ARCE y MARIANA MONTES


La prima volta che ho incontrato Sebastian Arce è stato nel 2000 ad Udine, in uno stage organizzato dall´Associazione Tanghitudine. Mi ha subito colpito lo stile unico, personale e profondamente musicale di questo artista. Da quell´evento è nata un´amicizia, e non esito a definire Sebastian uno dei personaggi del tango più versato sul fronte musicale.
È forse grazie a lui, insieme a Chicho di cui parlerò in un post successivo, che si deve la penetrazione in Italia di nuove frontier musicali argentine. Narcotango, Tanghetto, Wilensky, Bajofondo alcuni fra gli artisti fatti conoscere al grande pubblico grazie alle sue straordinarie esibizioni. In coppia con Mariana Montes, una delle ballerine top del pianeta, Sebastian regala ogni volta una performance differente, grazie alla sua unica capacità di modulare movimenti e densità corporee su su note che oscillano dalla Tipica Victor a Supervielle. Ciò che mi affascina, su tutto, è la grande ritmica del movimento, sia che esso si rappresenti con una volcadas, o una colgadas, piernazos... a me fa impazzire quando Sebastian si lancia in una sfida su Piazzolla, il grande Astor non è affrontato sul classico Libertango o Adios Nonino, ma sulla produzione "minore" o in disuso dal grande pubblico.
È indubbio che in tanti fra i miglioritangueros del suolo italiano debbano qualcosa a Sebastian, che per me rappresenta un eccellente modello di didattica, assieme alla puntuale Mariana, sempre pronta con generosità a dispensare consigli e soprattutto quei trucchi, dallo spostamento dei pesi alla postura che ti risolvono i problemi nel movimento, e conseguente fluidità. Mentre scrivo mi scorrono come in una pellicola che gira col forward, alcune delle sue esibizioni più celebri, dagli albori di Nido Gaucho e Fruta Amarga( Lidia Borda feat.el Arranque) a Bruma, Vi la luz y subi, Fernando Samalea, Poco y Bueno (D´Arienzo), passando per l´amato Piazzolla. Ma a me piace ricordarlo in una di quelle serate che ricorderò per tutta la vita: ero al Festival di Parigi tre anni fa, a musicalizzare al Cabaret Sauvage, una milonga strepitosa al Parc de la Villette e quella sera Sebastian/Mariana ballarono con la musica dal vivo dei Bajofondo e di Santaolalla. Io posso dire: C´ERO. Quello che ho visto irripetibile, la musica che densa riempiva la milonga disegnata dai movimenti dei due ballerini.

Sebastian Arce e Mariana Montes, ogni volta una grande emozione