mercoledì 10 ottobre 2012

Carlo Paolantoni: Ci sono serate in cui metti il cuore, altre in cui metti solo la testa, e la cosa che mi piace è che la gente in sala se ne accorge, reagisce di conseguenza! Sei triste e loro ballano malinconici e intensi, sei allegro e loro sorridono mentre ballano, non so perché, ma è una comunicazione che funziona, è quello che fa speciale ogni serata


Doppio status, organizzatore di grandi eventi e di uno dei festival di riferimento in Europa, ma anche dj raffinato  con un occhio sempre puntato sulla pista, pronto ad intuire in anticipo le esigenze dei ballerini. Carlo Paolantoni si confessa, svelando l'evoluzione del gusto musicale, che si traduce nell'evoluzione dello stile di ballo. Un talento al servizio del pubblico… e del tango...





I tuoi inizi. Presumo come tutti che il tuo primo approccio sia stato con la pista. Cosa ti ha spinto a fare il salto in consolle? Una scelta ponderata o é stato frutto della casualità?



All´inizio qui a Roma il tango era molto limitato da un punto di vista di scelte musicali, legato più che altro a quei pochi cd che si trovavano o che qualcuno riportava da Buenos Aires, quindi una volta andato là e aver riportato una valigia di cd, abbiamo iniziato a proporre brani diversi, anche moderni, al nostro dj abituale e per divertimento provavo a fare delle tande, che poi funzionavano.



Ai tuoi esordi quali erano i gusti dei tangheri? Ci sono differenze significative con la scena attuale?



Direi che la differenza maggiore è che all´epoca se in un tango si sentiva il rumore della puntina significava che era una cattiva registrazione, oggi se si sente fa "moda vintage", al di là di questo, forse oggi i ballerini stanno più sui brani ritmici, su tempi e controtempi, quando ho iniziato c´era più attenzione ai melodici per ballare tempi lunghi e pause, ma credo dipenda soprattutto dalle proposte dei dj, che ormai certe selezioni le hanno abbandonate. Da noi richiedono melodici in altre li vogliono ritmici, il mondo è bello perché è (sempre più) vario.



Ricordi la tua prima serata in consolle?



Certo che si! ricordo di essermi preparato le tande, i cd, le scalette, tutto insomma, ma alla fine ricordo solo la tensione durante tutta la serata, che oggi sarei pronto a giurare che non è durata più di mezz´ora! passata interamente nascosto dietro la consolle!





Dalla difficoltà della ricerca dei brani su cd spesso masterizzati, all'esplosione del web , e la conseguente relativa facilitá nel reperire la musica. Secondo te questo cambiamento epocale ha cambiato il modo di lavorare del DJ?



No, non ha cambiato il loro modo di lavorare, ha cambiato proprio il significato della parola "musicalizador". Un tempo a Roma ci stavano 6 milonghe, con 7 persone che mettevano musica, oggi ci sono 40 milonghe con 200 dj, e non passa settimana senza che qualcuno venga a proporsi di mettere musica da noi, perché "ha dei brani bellissimi che ha trovato su internet e che nessuno mette mai", io gli rispondo in maniera vaga, ma con tutta questa richiesta li ritrovi la settimana dopo a mettere musica da qualche parte. Purtroppo i ballerini non scelgono in base a chi mette musica e troppi gestori propongono solo chi costa meno o ha più amici su facebook, quella che ci rimette è la figura del musicalizador, mischiata e confusa tra tanti altri "che hanno scaricato un sacco di tanghi nel pc".





Quando costruisci mentalmente la tua serata? Molto tempo prima, durante il viaggio per arrivare in milonga, oppure improvvisi attimo per attimo?



All´inizio mettevamo musica con una sola piastra quindi era necessario prepararsi tutto in anticipo, poi con il computer ho iniziato a preparare le tande scegliendole in maniera più rapida, la grande scoperta per me è stato il preascolto! mi ha cambiato il modo di lavorare sulla musica e adesso riesco davvero ad esprimere molto meglio la serata momento per momento, è una bellissima sensazione. Purtroppo con i ritmi che ho non riesco ad anticiparmi mentalmente la serata, per cui le prime tande servono a me per capire chi ho in sala e alla sala per capire come sto io quella sera!



Ti é mai capitato di annoiarti durante una serata, di aver compreso tardivamente che forse quella milonga non riusciva a darti le giuste motivazioni e non vedevi l'ora di finire? Accetti sempre tutto quello che ti propongono o cerchi di fare una selezione preferendo location affascinanti e serate con amici?



Ci sono serate in cui metti il cuore, altre in cui metti solo la testa, e la cosa che mi piace è che la gente in sala se ne accorge, reagisce di conseguenza! Sei triste e loro ballano malinconici e intensi, sei allegro e loro sorridono mentre ballano, non so perché, ma è una comunicazione che funziona, è quello che fa speciale ogni serata.



Come definiresti il tuo stile? Si é evoluto nel tempo ? Ed in quale direzione? Cosa può influenzarti in una serata, il pubblico, i ballerini, l'acustica della location, la durata della tua performance...



Il mio stile? Musicalizador da milonga! non credo sia uno stile particolare, parto dal presupposto che un dj debba lavorare per: 1) il locale 2) i ballerini 3) il tango. Se il locale mi chiede un determinato tipo di musica io la metto, non impongo le mie preferenze, una volta capito questo mi imposto per far stare il meglio possibile le persone in sala, cercando di interpretare i loro gusti, senza stravolgere però quello che nella mia testa è il tango. Purtroppo vedo molte persone che ragionano all´inverso: impongono le proprie selezioni, incuranti dei gusti dei ballerini e delle esigenze del locale, come se fossero su di una cattedra e che nessuno può dirgli nulla.





Spesso capita in alcuni eventi di condividere la serata con un/a collega. Preferisci lavorare generalmente da solo, o se in coppia con chi hai feeling? Oppure, ami il brivido di sperimentare con un collega mai ascoltato fino ad allora?



Adoro mettere musica con altri, mi carica, mi diverte, crea un´energia che si trasmette dalla consolle a tutta la sala, ai ballerini, che si divertono insieme a noi! Sono sicuramente le serate che ricordo con più piacere.



Se qualcuno ti chiede il nome di una traccia, gliela dici, magari consigliando il cd dove é inclusa, oppure lo inviti ad avventurarsi in una faticosa ricerca?



Gli dico il titolo, l´autore e se hanno una pennetta usb gliela passo, in un´epoca in cui chiunque può trovare qualsiasi cosa e su ogni telefono c´è un programma di riconoscimento della musica non ha senso negare le cose, tanto li potrebbero trovare in altro modo.





Il pubblico ti molesta in consolle con richieste assurde. Cerchi di accontentarlo oppure fai capire chiaramente che non sei un jukebox?



In linea di massima gli dico di no, perché devo mantenere la mia aria da burbero! ma poi se la richiesta non è assurda ed è possibile inserirla nell´onda che sto cercando di creare, trovo il modo di accontentarli.



Ti piace ballare ed ascoltare i tuoi colleghi, gustare le selezioni altrui e stili differenti dalle tue esecuzioni?



Ballare è la cosa che mi piace di più in assoluto! Se non metto musica io, mi diverto molto di più: non mi piace sapere in anticipo la composizione della tanda. Il mettere musica ha solo rovinato un poco la percezione che ho di chi mette musica, per questo se so che il dj non mi piace preferisco non andare a ballare, se tutti facessero come me ci sarebbe molta più professionalità dietro la consolle.





Ritieni che il modo di musicalizzare sia differente per macroaree geografiche ? Argentina, Nord Europa, Est Europa, Mediterraneo... o tutto il mondo é paese?



Non ho una grande esperienza su questo, viaggio molto poco ma i in questi anni ho visto certe caratteristiche che prima erano tipiche dei musicalizador nordeuropei diventare parte dei nostri, mentre altre, tipiche degli argentini, i nostri le hanno perse. L´onda attuale è sempre più spesso molto bassa, senza energia e credo che questo tolga molto sapore alle serate.





Ti piacerebbe avere un locale solo per te, arredarlo con l'impianto adeguato ai tuoi desideri, cercare di creare un'onda che ti soddisfi oltre a suonare quando ne hai voglia e creare un calendario di eventi a misura dei tuoi gusti?



Mmmmmm un altro? Dai basta!



Le classiche domande a bruciapelo, vietato non rispondere:



Tre orchestre che non possono mancare in una serata.

Considerate tutte le orchestre che ci sono (e che già tutti passiamo) e i gusti attuali che sono così cambiati, direi che non dovrebbero "più" mancare: Troilo, Di Sarli e Pugliese



Le tue tre orchestre preferite, che possono essere anche diverse dalle precedenti.

Di sarli, Biagi, Troilo



Suggerisci una tanda di tango strumentale, una tanda di tango con cantante, una di vals ed una di milonga



Tanghi strumentali di Carlos Di Sarli : Don Juan-El Once- Organito de la tarde-Nueve Puntos



Tanghi di Lucio demare, Canta Raul Beron : Una Emoción - Solamente ella - Tal Vez Será Su Voz - Oigo Tu Voz



Milonghe di Miguel Calò : Azabache - Milonga Antigua - Milonga Que Peina Canas



Vals di Roberto Firpo: El Aeroplano-Noche Calurosa-Olga



Quali sono le tre orchestre o cantanti che non sopporti?



Non ho pregiudizi di parte, ad esempio mi piace molto Julio Sosa ma in milonga non lo metto mai, ci sono orchestre belle ma non ballabili oppure che hanno fatto bei brani, ma la cui versione più famosa l´ha registrata un´altra orchestra, ed io preferisco far ballare brani che si conoscono bene, per far esprimere i ballerini al meglio.



Quale é l'orchestra più sottovalutata dal grande pubblico e quale la più sopravvalutata?



Bellissima domanda alla quale credo sia impossibile rispondere, perché il pubblico cambia da milonga a milonga, da serata a serata, sta al musicalizador capire quello che i ballerini vogliono in quella serata ed in quella milonga.



Le tue tre serate top ( a giudizio tuo ovviamente...)



Tengo in archivio tutte le serate che ho fatto, dall´inizio, ogni tanto a fine serata, vicino ci metto un commento: "bellissima", puntualmente dopo un paio di mesi lo rivedo e lo cancello per metterlo su un´altra, le mie serate Top? Spero le prossime tre!



Siamo meno seri: i dj rimorchiano ? Quante storie hai avuto con i tuoi colleghi?



Essere sulla consolle ti mette al centro della mirada, delle critiche e degli apprezzamenti, il comportamento di ognuno è messo sotto esame, se ti mostri disponibile al rimorchio, rimorchi eccome! Dipende tutto da te.

LaRos:Penso il mio lavoro debba essere quello: un equilibrio puntiforme tra quello che desidero far ballare io e quello che vogliono ballare loro. Sbagli di un millimetro e il patto di fiducia cade. La serata fallisce



Passionale e travolgente. Attenta a soddisfare i gusti di tutti i presenti in milonga, dai professionisti agli appassionati. Con un tocco squisitamente personale e poetico. La Ros, talento richiesto sulle consolle di tutta Europa, ci rivela in questa chiacchierata il suo rapporto unico con l’universo tango. E non possiamo che rimanere affascinati…

I tuoi inizi. Presumo come tutti che il tuo primo approccio sia stato con la pista. Cosa ti ha spinto a fare il salto in consolle? Una scelta ponderata o é stato frutto della casualità?                           
Decisamente casuale. L'associazione di cui facevo parte non poteva permettersi dj a pagamento tutte le settimane. Avevo all'epoca una discografia minima e abbiamo provato… la cosa ha funzionato e ha divertito me e le persone che frequentavano la nostra milonga. Ho cominciato facendo ballare quattro amici, poi ballerini delle città vicine, poi ho 'sproviciato'… e dopo circa un anno o due è diventata una cosa 'seria', un'attività che occupa gran parte del mio tempo.

Ai tuoi esordi quali erano i gusti dei tangheri? Ci sono differenze significative con la scena attuale?
Io ho iniziato nel 2007, non troppo tempo fa per cogliere cambiamenti epocali. Era comunque il boom dell'elettronico, i tanghi cantati erano visti quasi come disturbanti l'intimità di un abbraccio, c'era un netto sbilanciamente verso lo strumentale. E una milonga era una bella milonga solo se passava Pugliese. Quello che mi sembra più eclatante rispetto ad anni fa è una enorme crescita da parte dei ballerini sul piano della cultura musicale. Non tutti certo, ma molti di loro sanno costa stanno ballando, e sanno cosa amano e cosa no.

Ricordi la tua prima serata in consolle?
Sinceramente no. Sono partita talmente in sordina da non rendermi conto di quello che mi stava accadendo.

Dalla difficoltà della ricerca dei brani su cd spesso masterizzati, all'esplosione del web , e la conseguente relativa facilitá nel reperire la musica. Secondo te questo cambiamento epocale ha cambiato il modo di lavorare del DJ?
Ha di sicuro facilitato la fase della ricerca. Ma il mestiere non è tutto lì. Non si tratta né di 'cosa' né di 'quanto'. E' decisamente spostato altrove: sul COME si usa il repertorio musicale che si ha a disposizione. Ho sempre sognato di organizzare una serata dove a diversi dj si mette a disposizione lo stesso archivio a cui attingere… sono sicura che ognuno costruirebbe una SUA serata. Se qualcuno avesse voglia di provare faccia un fischio  .

Quando costruisci mentalmente la tua serata? Molto tempo prima, durante il viaggio per arrivare in milonga, oppure improvvisi attimo per attimo?
Non preparo mai una serata, semmai fisso due o tre tande iniziali di avanscoperta della pista e qualche brano che voglio proporre in ogni caso. Quello che accade per il resto del tempo è una storia tra me e la milonga… magia, incomprensione, sfida. E' un dialogo che si costruisce e si risolve al momento, tra intuizioni ed errori. Per questo non contemplo mai l'ipotesi di allontanarmi dalla consolle, se non per la pipì, mi spiace per quanti vengono ad invitarmi e mi trovano con gli anfibi ai piedi  . La mia preparazione alla serata non consiste nella costruzione di tande prefabbricate. A casa durante la settimana faccio ricerca e studio discografie. Durante la trasferta invece mi faccio accompagnare dall'ipod, spesso in modalità 'shuffle' in modo che i brani mi colgano impreparata (così come accade ai ballerini in pista)… trovo sia il solo modo di misurarne la reale poetica e la reale forza musicale… a parte ballarmeli in salotto col mio compagno.

Ti é mai capitato di annoiarti durante una serata, di aver compreso tardivamente che forse quella milonga non riusciva a darti le giuste motivazioni e non vedevi l'ora di finire?
Altrochè! Sono tante le serate che non funzionano per un motivo o per l'altro. Mancanza di energia, mancanza di atmosfera, mancanza di empatia tra me e la pista… Purtroppo non serve aspettare la fine della serata per capirlo. Il dramma è chiaro dal principio. Quando accade sento sempre di aver perso una occasione, e mi maledico per non essermene andata al cinema quella sera.

Accetti sempre tutto quello che ti propongono o cerchi di fare una selezione preferendo location affascinanti e serate con amici?
I primi anni accettavo di tutto, onorata ed anche piuttosto stupita che la scelta potesse ricadere su di me. Io ci credevo ma… mi risultava strano ci credessero loro   Ora che il calendario è piuttosto pieno mi permetto di scegliere. Non tanto il grande evento. E nemmeno il posto fico. Non è quella la discriminante. Sono le atmosfere e le persone ad interessarmi. Mi piace andare là dove penso ci possa essere più scambio e più intesa.

Come definiresti il tuo stile? Si é evoluto nel tempo ? Ed in quale direzione? Cosa può influenzarti in una serata, il pubblico, i ballerini, l'acustica della location, la durata della tua performance…
Sicuramente nel tempo sono cambiata. Quando mi metto a riascoltare vecchie programmazioni mi vergogno enormemente. Complice l'ingenuità, la mancanza di un archivio musicale ricco, l'assenza di esperienza. Mi sembra ora di saper creare serate più articolare e di poter venire incontro meglio alle esigenze diversificate della pista, che è un organismo molto meno compatto di quello che si crede. Non c'è calcolo della MEDIA che tenga. I ballerini van seguiti uno ad uno. O almeno ci devi provare. Non ho idea di quale sia il mio stile, davvero. Qualcuno dice che forzo troppo la mano sul 'ritmo'. E questa tutto sommato mi piace come descrizione. Qualcuno dice che sono 'rassicurante'… e invece a me la parola rassicurante non è mai piaciuta! Mi sa di una che a letto (/in consolle) non ci sa fare  . Di una serata mi influenza tutto. Luci, acustica, livello di ballo… L'empatia è un lavoraccio

Spesso capita in alcuni eventi di condividere la serata con un/a collega. Preferisci lavorare generalmente da solo, o se in coppia con chi hai feeling? Oppure, ami il brivido di sperimentare con un collega mai ascoltato fino ad allora?
Io sono una eterna scontenta della propria prestazione. Dopo ogni serata mi riascolto per tutto il viaggio di ritorno la proposta musicale fatta, analizzandola nei minimi dettagli. A volte anche la cortina scelta male mi infastidisce. Una con questa sindrome dovrebbe lavorare da sola e non rompere i coglioni a nessuno   invece mi capita spesso di lavorare in duo. Lo trovo un esercizio di stile molto interessante. Da una parte soffro la mancanza di controllo pieno sulla serata, dall'altra giocare a 'completarsi' può creare serate irripetibili. Non è necessario che gli altri dj mi assomiglino per accettare di dividere la consolle, anzi le diversità mi attraggono. Ma devo di certo averli ascoltati e stimati. I duetti meglio riusciti: quelli con Roberto Zambelloni (con cui sono musicalmente cresciuta), Miss Valeria Norcia (che trovo una dj esplosiva), e l'avventura di TANGOFRIENDS dove i dj in gioco sono 4 (io, Roberto, Radu Tanasescu e Max Plomero) ed è inspiegabile come si diventi un sol uomo ogni anno ormai da 4 anni a questa parte.

Se qualcuno ti chiede il nome di una traccia gliela dici, magari consigliando il cd dove é inclusa, oppure lo inviti ad avventurarsi in una faticosa ricerca?
Lo condivido. Magari non sempre volentieri, ma non ho mai rifiutato informazioni a ballerini o dj. Come ti dicevo, non è tanto il brano in sé a fare la differenza, ma come e quando lo usi. Quindi anche nella condivisione credo che nessuno porti mai via niente a nessuno.Ma spezzo una lancia a favore di chi i brani non li consegna facilmente… offrono un grande servizio a chi il dj lo vuole fare seriamente. Non c'è esperienza più arricchente della 'ricerca faticosa'… le cose più interessanti le ho trovate cercando altro. Il tempo speso non è mai sprecato né infruttuoso.

Il pubblico ti molesta in consolle con richieste assurde. Cerchi di accontentarlo oppure fai capire chiaramente che non sei un jukebox?
Accade spesso. E in genere chi lo fa non balla da tanto. Non ha ben capito il ruolo del dj, il suo enorme lavoro di progettazione, e non ha uno sguardo d'insieme sulla programmazione della serata… per cui la serata è bella se passa il suo brano preferito, brutta - senza appello - se la sua canzone del cuore non se la balla. Di fronte a tanta inesperienza porto pazienza, mi dico che cresceranno. Sono gentile ma non li accontento. Mi ricorderò sempre una serata a Milano… per gentilezza avevo fatto una mezza promessa che poi non ho mantenuto. Beh a fine serata il tipo è venuto a mandarmi a ca**re   son rimasta malissimo. A volte capita invece che le richieste diano ottimi spunti di lavoro, arrivano da persone attendibili, da buoni ballerini, o colleghi presenti alle serate. Allora se nella tessitura della serata ci sta perché no! La richiesta esaudita sprigiona una certa energia, e questa energia non può che far bene alla pista. Negli anni mi son fatta una certa conoscenza di cosa piace a chi, specie tra gli amici. Tante volte nemmeno serve che vengano a chiedere. Sanno che una dedica per loro arriva. Una piccola attenzione. Un regalo per essere lì ad ascoltarmi. Un premio per essere rimasti in balia della mia proposta musicale per tutto il resto della serata. Penso il mio lavoro debba essere quello: un equilibrio puntiforme tra quello che desidero far ballare io e quello che vogliono ballare loro. Sbagli di un millimetro e il patto di fiducia cade. La serata fallisce.

Ti piace ballare ed ascoltare i tuoi colleghi, gustare le selezioni altrui e stili differenti dalle tue esecuzioni?
Assolutamente si! Insieme allo studio personale è la miglior palestra si possa fare!!!!!!!!! Mi spiace solo che anche in quei contesti prevalga più la dj della ballerina. Vorrei rilassarmi di più. Ballare come facevo anni fa. Con meno pippe.

Ritieni che il modo di musicalizzare sia differente per macroaree geografiche ? Argentina, Nord Europa, Est Europa, Mediterraneo… o tutto il mondo é paese?
Ho fatto poche esperienze all'estero, non so risponderti. Richiedimelo quando divento grande 

Ti piacerebbe avere un locale solo per te, arredarlo con l'impianto adeguato ai tuoi desideri, cercare di creare un'onda che ti soddisfi oltre a suonare quando ne hai voglia e creare un calendario di eventi a misura dei tuoi gusti?
Sinceramente no. Dopo aver lavorato tanti anni con VogliadiTango, una associazione di Parma, e nonostante sia stata una esperienza incredibilmente felice, sono consapevole che la parte organizzativa mi ruberebbe troppe energie, tutto a discapito della musica. Meglio fare una sola cosa per volta, fatta bene. O l'organizzatore o il dj.

Le classiche domande a bruciapelo, vietato non rispondere:
Tre orchestre che non possono mancare in una serata.

D'arienzo, Di Sarli, Biagi

Le tue tre orchestre preferite, che possono essere anche diverse dalle precedenti.
D'arienzo, Fresedo, Canaro.

Suggerisci una tanda di tango strumentale, una tanda di tango con cantante, una di vals ed una di milonga
strumentale: yapeyu, indipendencia, el puntazo, pof pof (D'ARIENZO)
cantata: vuelves, no me pregunten porque, beso brujos, sueno azul (FRESEDO/RAY)
vals: prisionero, dichas que vivi, viejo porton (BIAGI)
milonga: que tiempo aquel, saca chispas, arrabalera (LOMUTO/DE CARO/CANARO)

Quali sono le tre orchestre o cantanti che non sopporti?
Hector Varela
le donne cantor in generale
Racciatti/Miranda in particolare

Quale é l'orchestra più sottovalutata dal grande pubblico e quale la più sopravvalutata?
sottovalutata: fresedo (per fortuna rispolverata dopo l'esplosione di 'buscandote')
sopravvalutata: varela

Le tue tre serate top ( a giudizio tuo ovviamente…)
ho sempre il dubbio che il proprio giudizio non corrisponda col giudizio della pista. andrebbe chiesto ai ballerini. io diverse volte mi sono sentita in pace con me stessa...

Siamo meno seri: i dj rimorchiano ? Quante storie hai avuto con i tuoi colleghi?
io nel tango ci sono entrata da 'impegnata' quindi nessuna storia con nessuno, anche se trovo molti colleghi estremamente sexy. e si, si rimorchia un botto si   e quando non si rimorchia in quel senso 'lì', si rimorchiano tande ultraterrene che da semplice ballerina non mi sarebbero mai state accordate

lunedì 8 ottobre 2012

FrancescoJuanRitrovato:Oggi i tanghi si trovano dappertutto ed è un bene, a me fa piacere. Non sopporto che la cultura sia un qualcosa di nicchia, la cultura è cultura solo quando è accessibile a tutti. Se non è così si chiama "setta"


Un'altra puntata del nostro viaggio alla scoperta dei tangodj. Questa volta facciamo tappa a Roma con Francesco Juan Ritrovato, conosciuto ai più per la sua Milonga la Pulperia e le sue numerose serate capitoline. Appassionato di tango, cultore del tango classico nel puro spirito salon e della milonga come luogo di condivisione di un universo che nessuno esclude. Selezione  esclusivamente per chi balla e non per chi ascolta...

 I tuoi inizi. Presumo come tutti che il tuo primo approccio sia stato con la pista. Cosa ti ha spinto a fare il salto in consolle? Una scelta ponderata o é stato frutto della casualità?
Nel 2006 dopo qualche anno che studiavo ho incominciato a comprendere che più conoscevo il tango che ballavo più lo potevo ballare meglio.
Ho cominciato quindi la caccia al CD. Ai tempi non era facile trovare CD di Tango e quindi cominciai a comprare Dischi a BsAs, di persona e via Internet, ad ascoltarli.
A quel punto, data la discreta discografia, la scuola che frequentavo e in cui collaboravo come assistente cominciò a servirsi di me per musicalizzare serate e pratiche.

Ai tuoi esordi quali erano i gusti dei tangheri? Ci sono differenze significative con la scena attuale?
A me è sempre piaciuta un'onda molto ampia. Tande che permettano di ballare stili diversi. Data la poca diffusione di Brani a quei tempi si aveva una scelta limitata. Molto 40 e 50 che oggi comprende anche il 30.

Ricordi la tua prima serata in consolle?
Si, ero alla milonga della domenica al Los Latinos, mettevo musica con i CD e non trovavo le milonghe che volevo per poterle passare .... non ricordavo su che CD stavano.

Dalla difficoltà della ricerca dei brani su cd spesso masterizzati, all'esplosione del web , e la conseguente relativa facilitá nel reperire la musica. Secondo te questo cambiamento epocale ha cambiato il modo di lavorare del DJ?
La prima difficolta di un DJ era reperire materiale di qualità. Si poteva acquistare solo in Argentina.
Oggi i tanghi si trovano dappertutto ed è un bene, a me fa piacere. Non sopporto che la cultura sia un qualcosa di nicchia, la cultura è cultura solo quando è accessibile a tutti. Se non è così si chiama "setta" ( nel senso brutto del termine)

Quando costruisci mentalmente la tua serata? Molto tempo prima, durante il viaggio per arrivare in milonga, oppure improvvisi attimo per attimo?
La costruzione di una serata è qualcosa che non si può preparare a tavolino. Chi è in console ha la responsabilità di rendere la serata piacevole solo ed esclusivamente per i ballerini, tutti i ballerini, che sono in pista.
Ci sono molti modi per stimolare un atmosfera a cominciare dall'uso delle cortine e del microfono ma alla fine contano soltanto le tande che passi.

Ti é mai capitato di annoiarti durante una serata, di aver compreso tardivamente che forse quella milonga non riusciva a darti le giuste motivazioni e non vedevi l'ora di finire?
Mi capita di annoiarmi quando non sono in console. Mi capita di annoiarmi quando sono in una milonga e vorrei ballare. Mi annoio quando ascolto una interminabile serie di tande tutte da ballare con lo stesso stile di ballo, mi annoio quando sento tande fatte da pezzi sconosciuti che posso ballare solo sul tempo e contro tempo.
Mi infastidisco quando all'interno della stessa tanda passano un pezzo che cambia lo stile di ballo, mi incazzo proprio quando aggiungono effetti da discoteca su un pezzo di Firpo o prendono il microfono per fare gli annunci "sovrapponendosi" ad un finale di Pugliese.
In console non mi annoio mai. Che ci sia 1 coppia o 1.000 il mio divertimento è cercare a tutti costi di non farle sedere. Il mio obiettivo è far ballare tutti favorendo lo scambio dei partner con cortine adeguatamente lunghe e un onda che spaziando stili diversi consenta a tutti di poter ballare nel modo che preferisce almeno una volta durante la serata.
Certo con una pista piena è più facile.... con poca gente il timore di sbagliare è maggiore.... l'incubo di chi mette musica è passare una tanda e vedere la pista vuota e la gente seduta.

Accetti sempre tutto quello che ti propongono o cerchi di fare una selezione preferendo location affascinanti e serate con amici?
Metto musica per tutti quelli che me lo chiedono, non ho mai "chiesto" di mettere musica a nessuno.

Come definiresti il tuo stile?
Il mio stile è quello della classicissima Milonga, niente di meno e niente di più. Odio le onde piatte, in milonga spazio dal 30 al 50, i pezzi più belli. Inserisco, a volte, uno o due pezzi sconosciuti, ma belli, come 3° brano in una tanda. Per farli conoscere.

Si é evoluto nel tempo ?
Dal primo giorno in cui ho messo le scarpe da tango il mio modo di ballare è cambiato in funzione della sempre maggiore tecnica e pratica acquisita. Il mio stile di ballo si è evoluto ed affinato come conseguenza del mio studio.
Allo stesso modo il mio mettere musica segue un percorso di arricchimento. Diciamoci la verità, I tanghi sono sempre gli stessi da 100 anni. Più passa il tempo più tanghi compro e conosco. Ne consegue che è più ampia la scelta per fare le tande. Ma lo stile è sempre lo stesso, più ricco ma lo stesso.

Ed in quale direzione ?
Sempre e soltanto Tango tradizionale per la Milonga, tango per chi balla non per chi ascolta. Dal 30 al 50 senza annoiare nessuno. Il ballerino ama ballare i pezzi che conosce a memoria, per il principiante è tutto sconosciuto.
Cosa può influenzarti in una serata, il pubblico, i ballerini, l'acustica della location, la durata della tua performance…
Tutto influenza la performance. Quello che mi accade è di essere assolutamente influenzato dall'atmosfera.
Quello che provo a fare è cercare di stimolare la parte bella dell'atmofera, nutrirla, farla crescere, indirizzarla.

Spesso capita in alcuni eventi di condividere la serata con un/a collega. Preferisci lavorare generalmente da solo, o se in coppia con chi hai feeling? Oppure, ami il brivido di sperimentare con un collega mai ascoltato fino ad allora?

Non ho problemi a dividere la serata con un collega, ma non ti nego che ci sono colleghi con cui non metterei mai musica. Il motivo è solo uno: l'arroganza con cui si pongono verso il resto del mondo tanghero.

Se qualcuno ti chiede il nome di una traccia gliela dici, magari consigliando il cd dove é inclusa, oppure lo inviti ad avventurarsi in una faticosa ricerca?
Gli chiedo se ha una chiavetta e gli copio i brani al volo.

Il pubblico ti molesta in consolle con richieste assurde. Cerchi di accontentarlo oppure fai capire chiaramente che non sei un jukebox?
Sorrido e dico sempre "vediamo se riesco", poi faccio sempre come mi pare. Se la richiesta è assurda, faccio finta di niente. Alla fine è molto facile darsi alla fuga, basta mettere le cuffie e mettersi a scegliere i pezzi per una tanda.

Ti piace ballare ed ascoltare i tuoi colleghi, gustare le selezioni altrui e stili differenti dalle tue esecuzioni?
Da ballerino mi piacciono i tanghi più belli di ogni epoca. Non mi piace chi insiste sempre con uno stesso stile, che da ballerino significa adottare lo stesso stile di ballo e non mi piace che mette continuamente pezzi sconosciuti. Non amo ballare brani che non conosco. L'interpretazione di un brano è direttamente proporzionale a quanto lo conosci. Come puoi ballare sulla melodia se non conosci il pezzo ? Conoscere a memoria un brano aumenta le capacità interpretative, l'improvvisazione non si improvvisa.

Ritieni che il modo di musicalizzare sia differente per macroaree geografiche ? Argentina, Nord Europa, Est Europa, Mediterraneo… o tutto il mondo é paese?
Parlando di Tango Tradizionale ribadisco che I tanghi sono sempre gli stessi. Pensate ad un vecchio milonghero, sono 50 anni che balla gli stessi brani.
Può accadere che da qualche parte si insista di più su un certo gruppo di orchestre o su un'epoca ... ma i brani sono quelli !

Ti piacerebbe avere un locale solo per te, arredarlo con l'impianto adeguato ai tuoi desideri, cercare di creare un'onda che ti soddisfi oltre a suonare quando ne hai voglia e creare un calendario di eventi a misura dei tuoi gusti?
Ce l'ho tutti i Lunedì, La Milonga de Barrio - La Pulperia al Pigneto. Una Milonga piccola, da 50/60 persone al massimo, assolutamente tradizionale.
Non faccio eventi, solo Tango Tradizionale. Prima della milonga offro una pratica gratuita dove cerco di trasmettere la mia passione per il tango, spiegare un poco di tecnica, imparare a gestire lo spazio a disposizione senza dare e prendere colpi.

Le classiche domande a bruciapelo, vietato non rispondere:
Tre orchestre che non possono mancare in una serata.
D'Arienzo, di Sarli, Pugliese.

Le tue tre orchestre preferite, che possono essere anche diverse dalle precedenti.
Pugliese, Rodiguez, di Sarli

Suggerisci una tanda di tango strumentale, una tanda di tango con cantante, una di vals ed una di milonga

Francisco Canaro
Inspiracion
Charamusca
El Chamuyo
Hotel Victoria

Osvaldo Pugliese
Muchacha
Esta noche de Luna
Cascabelito
El Adios

Alfredo De Angelis
Soñar y nada mas
Flores del Alma
A Magaldi

Milonga (la famo strana ? )
Tangon - Canaro
Diez Soldaditos - Rodriguez
Le Donne Belle - Modugno

Quali sono le tre orchestre o cantanti che non sopporti ?

Non ci sono orchestre o cantanti insopportabili. Ci sono orchestre che non suonano per i ballerini e cantanti che non cantano per i ballerini.
Questi pezzi non li odio, semplicemente non li passo in milonga.

Quale é l'orchestra più sottovalutata dal grande pubblico e quale la più sopravvalutata ?
Io non la metterei sul piano della valutazione. Direi piuttosto che viene passato poco Pugliese / Troilo e troppo Canaro e suoi succedanei ( i fratelli, i primi bandoneon, i primi violini ecc. ecc. )

Le tue tre serate top ( a giudizio tuo ovviamente…)
Io ho solo serate top, pigliane tre a caso.

Siamo meno seri: i dj rimorchiano ? Quante storie hai avuto con i tuoi colleghi?
Se i dj rimorchiano non te lo so dire. Ne conosco un paio che sono tutto fumo e niente arrosto .... parlano parlano ma li vedo sempre ben stretti al guinzaglio delle loro fidanzate.
Diciamo la verità rimorchia molto di più chi balla bene. Mettere musica e MOOOLTO più facile che imparare a ballare.

domenica 7 ottobre 2012

El Capitan(Giuseppe Clemente): Improvviso. Il piacere sta qui, sta nello scegliere brano dopo brano. La bellezza di questo "mestiere" è proprio nell´equilibrio che mantieni. Scegli e attendi la risposta della pista, continui e se non va bene torni indietro e cambi e riparti con un´altra idea e poi succede che l´onda, quella giusta è venuta fuori. C´è. La senti. E allora ci devi rimanere su, ci devi galleggiare sopra..




El capitan, é il nome di battaglia di Giuseppe Clemente, tango dj che calca le scene, pardon le consolle, dei più importanti eventi tangueri europei ed oltreoceano , siano essi festival o maratone. Un dialogo serrato con un amante del tango profondamente innamorato di questo universo e del suo eden , Buenos Aires. Una passione travolgente che emerge dalle sue selezioni 100% ballabili. Ed allora, scopriamolo insieme

I tuoi inizi. Presumo come tutti che il tuo primo approccio sia stato con la pista. Cosa ti ha spinto a fare il salto in consolle? Una scelta ponderata o é stato frutto della casualità?
Io e il tango? L´incontro è avvenuto un po´ come quello degli immigrati a Rio della Plata. No, non ero a Buenos Aires,  ero a Bruxelles, vivevo lì per lavoro. Una sera,  seguendo due occhi blu,  mi sono ritrovato in una milonga. Da quel momento, amore senza tregua. No, non per quegli occhi blu, ma per il tango. All´inizio lezioni, serate, e poi la musica mi ha catturato e il piacere di studiarla, di approfondirla ha preso il sopravvento. Così, quasi per caso, mi sono trovato a musicalizzare in alcune milonghe clandestine a roma.

Ai tuoi esordi quali erano i gusti dei tangheri? Ci sono differenze significative con la scena attuale?
Quando ho iniziato, sulla base di tanghi delle orchestre classiche (anni ´40),  c´era ancora un´appendice di tango elettronica. Ora invece, la proposta musicale dei DJ è molto ampia: dalla guardia vieja fino alle orchestre contemporanee. 

Ricordi la tua prima serata in consolle?
Certo, è stata in una piccola storica milonga di Roma. Lì ho deciso che avrei fatto il DJ ....

Dalla difficoltà della ricerca dei brani su cd spesso masterizzati, all'esplosione del web , e la conseguente relativa facilitá nel reperire la musica. Secondo te questo cambiamento epocale ha cambiato il modo di lavorare del DJ?
Non saprei. Sicuramente reperire brani (e tande preconfezionate) dal web è facile, economico e non serve studiare (un po´ come la CEPU). Altra cosa per il DJ è quella di studiare il tango nelle sue forme più complete, la storia, le biografie, i testi e non ultima la soddisfazione di avere una propria libreria musicale.

Quando costruisci mentalmente la tua serata? Molto tempo prima, durante il viaggio per arrivare in milonga, oppure improvvisi attimo per attimo?
Improvviso. Il piacere sta qui, sta nello scegliere brano dopo brano. La bellezza di questo "mestiere" è proprio nell´equilibrio che mantieni. Scegli e attendi la risposta della pista, continui e se non va bene torni indietro e cambi e riparti con un´altra idea e poi succede che l´onda, quella giusta è venuta fuori. C´è. La senti. E allora ci devi rimanere su, ci devi galleggiare sopra..

Ti é mai capitato di annoiarti durante una serata, di aver compreso tardivamente che forse quella milonga non riusciva a darti le giuste motivazioni e non vedevi l'ora di finire? Accetti sempre tutto quello che ti propongono o cerchi di fare una selezione preferendo location affascinanti e serate con amici?
Dico che "non tutte le ciambelle escono col buco"!
A volte non è come speravi, dall´inizio alla fine. A volte invece quando pensi che "non va, non va" è il momento che parte la famosissima onda e allora ti diverti ancora di più. La serata può essere una magia anche per un DJ, non solo per un tanguero.
Fare il DJ, per me, è solo una grande passione, non il mio lavoro, e  quindi scelgo di volta in volta le proposte anche in funzione anche della possibilità di allontanarmi da casa.
 Come definiresti il tuo stile? Si é evoluto nel tempo ? Ed in quale direzione? Cosa può influenzarti in una serata, il pubblico, i ballerini, l'acustica della location, la durata della tua performance...
Stile? Non so, forse classico ed in costante evoluzione? Posso dire che il tango è `tanto´. Più lo ascolti, più lo conosci e più apprezzi nuove musicalità e sonorità che ti spingono ad una continua ricerca. Cosa mi influenza? La gente, il suo livello di ballo, la location, il tipo di evento.. direi un po´ di tutto.

Spesso capita in alcuni eventi di condividere la serata con un/a collega. Preferisci lavorare generalmente da solo, o se in coppia con chi hai feeling? Oppure, ami il brivido di sperimentare con un collega mai ascoltato fino ad allora?
Si, mi è capitato qualche volta di condividere la serata, sia con amici DJ sia con colleghi mai ascoltati. Comunque preferisco essere solo alla consolle.

Se qualcuno ti chiede il nome di una traccia gliela dici, magari consigliando il cd dove é inclusa, oppure lo inviti ad avventurarsi in una faticosa ricerca?
Ma dai.....sì che gli do il nome della traccia. Mi è capitato a volte di copiarla su un pendrive o di mandarla via mail. E senza chiedere nulla in cambio...!

Il pubblico ti molesta in consolle con richieste assurde. Cerchi di accontentarlo oppure fai capire chiaramente che non sei un jukebox?
Non mi piacciono le molestie. Li caccio..(scherzo)

Ti piace ballare ed ascoltare i tuoi colleghi, gustare le selezioni altrui e stili differenti dalle tue esecuzioni?
Mi piace ballare, ma trovo un grande piacere anche solo ascoltare la musica, seguire le scelte musicali degli altri DJ, le varietà di esecuzione e i diversi stili. Credo ci sia sempre da imparare.

Ritieni che il modo di musicalizzare sia differente per macroaree geografiche ? Argentina, Nord Europa, Est Europa, Mediterraneo... o tutto il mondo é paese?
Mi sembra che in Europa i DJ, pur legati alla tradizione argentina, preferiscano muoversi in un contesto più ampio; amano sperimentare l´intero panorama musicale del tango, sono più audaci nel proporre nuove selezioni e meno legati ai classici del periodo d´oro del tango (anni ´40) che invece la fanno da padrona nelle milonghe argentine. Devo aggiungere comunque, di avere trovato in argentina negli ultimi anni un apertura da parte di alcuni DJ che stanno allargando il ventaglio di proposte classiche, rispetto ai DJ storici.

Ti piacerebbe avere un locale solo per te, arredarlo con l'impianto adeguato ai tuoi desideri, cercare di creare un'onda che ti soddisfi oltre a suonare quando ne hai voglia e creare un calendario di eventi a misura dei tuoi gusti?
Credo di no. E´ bello poter conoscere nuove realtà, nelle quali potersi confrontare. E poi sono troppo pigro per occuparmi di questioni burocratiche/amministrative!!!


Le classiche domande a bruciapelo, vietato non rispondere:

Tre orchestre che non possono mancare in una serata.
D´Arienzo, Canaro, Di Sarli

Le tue tre orchestre preferite, che possono essere anche diverse dalle precedenti.
D´Arienzo, Laurenz, Pugliese

Suggerisci una tanda di tango strumentale, una tanda di tango con cantante, una di vals ed una di milonga
Fresedo: tigre viejo, arrabalero, derecho viejo, la viruta
D´Arienzo (Laborde); Sin barco y sin amor, El vino triste, Mala pasion, Ahì esta
Sin Rumbo fijo (Victor), La tapera (Donato), Pasion (D´Arienzo)
Sacale punta (Donato), Que tiempo acuel (Lomuto), No hay tierra como la mia (Canaro)

Quali sono le tre orchestre o cantanti che non sopporti?
Nessuno. Non sopportare è un po´ pesante....basta non ascoltarli.

Quale é l'orchestra più sottovalutata dal grande pubblico e quale la più sopravvalutata?
Sottovalutato: Anibal Troilo (in europa). Sopravvalutato: Canaro

Le tue tre serate top ( a giudizio tuo ovviamente...)
Tante belle serate. In particolare, una strepitosa al Salon Canning di Buenos Aires, dove ho musicalizzato al campionato metropolitano, da brivido e quella del festival di Istanbul, lo scorso luglio, una marea di gente e una location mozzafiato sul Bosforo.

Siamo meno seri: i DJ rimorchiano ? Quante storie hai avuto con i tuoi colleghi?
Ci sto provando.... Poi ti aggiorno!!!!