mercoledì 8 gennaio 2014

Claudio Coppola: La serata nasce nel momento in cui vengo contattato dall'organizzatore, con tutte le aspettative, le ansie, la gioia o la noia connesse con l'invito ricevuto. La scelta delle canzoni invece la improvviso e anche se volessi prepararmi prima, il corso della serata mi farebbe cambiare idea.






Iniziamo il 2014 intervistando Claudio Coppola, italiano trapiantato a Parigi. Una personalità dinamica e multiforme, dj, ballerino ed organizzatore. Con lui approfondiamo il lento scivolare dalla pista alla consolle e viceversa, sempre animato da una profonda passione per il tango. Un percorso nato da un lungo ascolto del repertorio tanguero, gustando e cogliendone le più sottili sfumature, dagli stili alle orchestre. Come dice Claudio, " Sono un ballerino prestato alla consolle, senza gli altri dj cosa farei? Adoro ascoltare i miei colleghi, quando vado a ballare sono il loro primo fan, e poi il settanta per cento di quello che faccio in consolle l'ho imparato ascoltando altri dj, anche quando ancora non ero interessato al tango come musica, sono loro che mi hanno fatto conoscere le canzoni che amo e che passerò". Ed allora, senza esitazioni, conosciamo da vicino i segreti di un altro grande DJ del panorama tanguero internazionale.


1)I tuoi inizi. Presumo come tutti che il tuo primo approccio sia stato con la pista. Cosa ti ha spinto a fare il salto in consolle? Una scelta ponderata o é stato frutto della casualità?
Ciao Sabino,
anch'io ho iniziato ballando e sono diventato dj per caso: per 4 anni sono stato il classico ballerino che quando ascoltava una canzone interessante diceva "bello sto pezzo", riconoscevo si e no la Cumparsita e Poema. Poi ho fatto un viaggio a Parigi ed ero ospite di un amico e grande ballerino, Luca Giacomoni, a casa sua abbiamo passato interi pomeriggi ascoltando tango, parlando dei diversi arrangiamenti, degli stili delle orchestre…da lì in poi la curiosità, la ricerca e la voglia di ascoltare in pista canzoni che mi piacevano e che passavano raramente. Così sono diventato dj.

2)Ai tuoi esordi quali erano i gusti dei tangheri? Ci sono differenze significative con la scena attuale?
Ai miei esordi non giravo molto, ballavo quasi sempre in Romagna, ed erano gli anni degli elettronici- Gotan su tutti-, Pugliese e tanghi alternativi. Oggi non so come sia la situazione in Romagna, ma in generale trovo l'offerta e la domanda più varia.

3)Ricordi la tua prima serata in consolle?
E chi se la scorda, era a Forlimpopoli, circolo sociale le Betulle. Ho fatto più casini quella sera che in tutte le serate che ho fatto dopo!   Mi ricordo che pensai: "bene, ho toccato il fondo, ora non posso far altro che migliorare!" …per fortuna che giocavo in casa e avevo un buon gruppo di amici a sostenermi  .
  
3)Dalla difficoltà della ricerca dei brani su cd spesso masterizzati, all'esplosione del web , e la conseguente relativa facilitá nel reperire la musica. Secondo te questo cambiamento epocale ha cambiato il modo di lavorare del DJ?
Certo, il mezzo usato influenza l'opera stessa: se dipingi con un pennello o con una bomboletta spray il risultato é diverso, no? Il dj che utilizza i cd probabilmente  avrà un modo di catalogare la musica, sia mentalmente che fisicamente, diverso da quello che usa Pc, forse costruirà la tanda con più canzoni provenienti dallo stesso album o attingerà da compilations che si é fatto lui. 
Un' altra differenza é che col pc puoi cambiare idea fino all'ultimo secondo, il che non é detto che sia sempre un vantaggio: se in una serata non ti senti sicuro puoi rovinarti il fegato cercando la strada giusta tra le migliaia possibili; lo stesso vale per la quantità delle canzoni che hai: avere tutto o quasi a disposizione può aiutarti ad essere creativo ma può essere destrutturante. 
Ma questa sarebbe una domanda da fare a dj che hanno vissuto le due epoche, come te  , io sono un musicalizador 2.0, nato col pc, e col disordine che faccio forse non sarei in grado di musicalizzare coi cd...o forse sarei obbligato ad essere più preciso. Chissà…

4)Quando costruisci mentalmente la tua serata? Molto tempo prima, durante il viaggio per arrivare in milonga, oppure improvvisi attimo per attimo?
La serata nasce nel momento in cui vengo contattato dall'organizzatore, con tutte le aspettative, le ansie, la gioia o la noia connesse con l'invito ricevuto. La scelta delle canzoni invece la improvviso e anche se volessi prepararmi prima, il corso della serata mi farebbe cambiare idea. A volte mi dico che passerò una tanda che in quel momento mi ispira e poi durante la serata non ne sento l'esigenza, altre volte invece é proprio la tanda che ci vuole. Le serate migliori sono quelle dove non faccio nessuno sforzo per trovare la tanda successiva, ma l'ispirazione non ce l'hai sempre quindi le altre volte tocca affidarsi solo alla tecnica.

5)Ti é mai capitato di annoiarti durante una serata, di aver compreso tardivamente che forse quella milonga non riusciva a darti le giuste motivazioni e non vedevi l'ora di finire?
Si, mi é capitato, ma in genere me ne rendo conto subito: se una serata inizia bene é difficile che finisca male. Comunque in questi casi cerco di fare autocritica, penso che noi dj siamo tra i principali animatori della serata, se una serata é noiosa immagina per i ballerini  quindi dobbiamo fare il nostro possibile per cambiare l'andazzo, di solito abbiamo un buon margine per migliorare il clima di una serata.

6)Accetti sempre tutto quello che ti propongono o cerchi di fare una selezione preferendo location affascinanti e serate con amici?
Per me fare il dj é un piacere (a volte una goduria), ma é anche un lavoro, e come tutti i lavori a volte devi fare anche cose che ti piacciono meno. È anche per questo che siamo pagati, no? 
Inoltre penso che questa sia un approccio "pericoloso": ipotizzare che i dj considerati bravi vadano solo in posti "cool" implica che i posti meno affascinanti e senza amici non meritino una buona selezione. Senza contare che una location affascinante e piena di amici non é detto che partorisca una serata interessante. Ma forse ho interpretato male la domanda.
Resta il fatto che ognuno é libero di accettare i lavori che vuole, come ogni libero professionista, e che comunque  gli amici o le milonghe dove vai a ballare  ti cerchino di più di quelle dove non sanno chi sei. 

7)Come definiresti il tuo stile? Si é evoluto nel tempo ? Ed in quale direzione? Cosa può influenzarti in una serata, il pubblico, i ballerini, l'acustica della location, la durata della tua performance?
Credo che la domanda sia posta male: ho letto tutte le tue interviste e altre ancora, a questa domanda tanti dj hanno dato risposte simili e anch'io potrei rispondere allo stesso modo essendo sinceri, tipo: "passo tanta epoca dell'oro con qualcosina di anni '50 e guardia vieja, una grossa base di classici con qualche chicca, faccio attenzione alla pista e cerco di far ballare più gente possibile…" ma alla fine, anche se avremmo risposto tutti allo stesso modi le nostre selezioni saranno totalmente diverse, a volte opposte. Quindi credo che ciò che maggiormente caratterizza un dj, ciò che fa il suo stile non é cosa pensa, ma la sua personalità, la sua sensibilità, il suo modo di sentire la musica e di leggere la serata. Quindi se vuoi sapere un po' più del mio stile dovresti chiedermi qualcosa sulla mia personalità, tipo che caramelle mi piacciono, se dormo con un cuscino tra le gambe, l'ultima volta che ho pianto…insomma tutte le domande alle quali non risponderei 

8)Spesso capita in alcuni eventi di condividere la serata con un/a collega. Preferisci lavorare generalmente da solo, o se in coppia con chi hai feeling? Oppure, ami il brivido di sperimentare con un collega mai ascoltato fino ad allora?
Preferisco musicalizzare da solo: già trovare la connessione con 100 persone é difficile, trovare la connessione con qualcuno che cerca la connessione con altre 100 persone é troppo cervellotico per me. 

9)Se qualcuno ti chiede il nome di una traccia gliela dici, magari consigliando il cd dove é inclusa, oppure lo inviti ad avventurarsi in una faticosa ricerca?
Certo che lo dico, e li ringrazio pure, perché nella domanda c'é implicito un complimento e un messaggio di condivisione: "come si chiama questa canzone che hai selezionato che fa vibrare qualcosa sia a te che a me?". E poi mi piace parlare di musica con gente appassionata come me, se ho tempo di parlare sono io ad attaccare una pezza ai ballerini, che magari avevano voglia solo di sapere un nome e che poi rischiano di non ballare per un po'  

10) Il pubblico ti molesta in consolle con richieste assurde. Cerchi di accontentarlo oppure fai capire chiaramente che non sei un jukebox?
Ho una serie di risposte pronte da dare ai "clienti difficili", ma in realtà anche lì se sento che la gente mi fa troppe richieste nella stessa serata faccio autocritica, forse vuol dire che la mia selezione non accontenta i gusti della maggior parte del pubblico, che ad un certo punto sente il bisogno di venire a esplicitarlo verbalmente. Poi capita che stai facendo un seratone e qualcuno comunque viene a chiederti qualcosa…ma per questi la lista di risposte che ho é sufficiente.

11)Ti piace ballare ed ascoltare i tuoi colleghi, gustare le selezioni altrui e stili differenti dalle tue esecuzioni?
Scherzi? Sono un ballerino prestato alla consolle, senza gli altri dj cosa farei? Adoro ascoltare i miei colleghi, quando vado a ballare sono il loro primo fan, e poi il settanta per cento di quello che faccio in consolle l'ho imparato ascoltando altri dj, anche quando ancora non ero interessato al tango come musica, sono loro che mi hanno fatto conoscere le canzoni che amo e che passerò.

12)Ritieni che il modo di musicalizzare sia differente per macroaree geografiche ? Argentina, Nord Europa, Est Europa, Mediterraneo... o tutto il mondo é paese?
Questa é una bella domanda che meriterebbe un approfondimento, ma riassumendo potrei dire che si, i gusti cambiano in base alla cultura, ma un bravo dj é bravo ovunque.

13)Ti piacerebbe avere un locale solo per te, arredarlo con l'impianto adeguato ai tuoi desideri, cercare di creare un'onda che ti soddisfi oltre a suonare quando ne hai voglia e creare un calendario di eventi a misura dei tuoi gusti?
Un locale così ce l'ho: insieme a degli amici organizzo una milonga a Parigi,  "La dolce vita", e facciamo proprio come hai scritto tu. 

14)Le classiche domande a bruciapelo, vietato non rispondere: Tre orchestre che non possono mancare in una serata.
Non ci sono orchestre che non possono mancare in una serata…  Mi é capitato che tornando a casa da una serata riascoltando la selezione che avevo fatto mi rendevo conto di non aver passato nemmeno una tanda di D'Arienzo, o Di Sarli…il primo a stupirmi ero io, ma si vede che quella sera non ne avevo sentito l'esigenza, e la serata é riuscita comunque. Forse l'unica orchestra insostituibile é Canaro, per via delle milonghe, fare una serata senza milonghe di Canaro é difficile.  E Podesta', ha inciso talmente tante hit che mi viene difficile immaginarmi una serata senza la voce di Podestà.

15)Suggerisci una tanda di tango strumentale, una tanda di tango con cantante, una di vals ed una di milonga.

Cantata:
Di Sarli/ Rufino:
Tristeza Marina, Todo, Mañana zarpa un barco e Esta noche de luna.

Strumentale:
D'Arienzo:
El flete, la Payanca, Rawson, Homero

Vals
Laurenz/OTV
Mendocina, Paisaje, Temo

Milonga
Donato
Sacale punta, Elle es asi, Torito.

16)Le tue tre orchestre preferite, che possono essere anche diverse dalle precedenti.

Di Sarli, Beatles e Pink Floyd. 
Ok, anche Canaro e D'Arienzo. Per i cantanti Podesta, Rufino, Battisti e Vidal. 

17)Quali sono le tre orchestre o cantanti che non sopporti?

In generale preferisco le orchestre morte ( con delle bellissime eccezioni, vedi San Souci, Arrascacielo, Solotango…), non vado pazzo per gli elettronici. Poi  ho una reazione allergica al "Tesssoro mio" di Ledesmiana memoria e quasi tutte le cantanti donne ( non é sessismo, please)…Non mi piace il barocco.
 Per le orchestre ho un rapporto strano con Tanturi e D'Agostino: non mi piace ascoltarli ma mi piace ballarli...misteri del tango!

18)Quale é l'orchestra più sottovalutata dal grande pubblico e quale la più sopravvalutata?
Dipende da dove e quando ti trovi, le mode fanno miracoli per riscoprire orchestre dimenticate. In generale non capisco quelle persone che non riconoscono il valore dei classici, che sono uno dei più bei doni che il tango ci fa. Una precisazione: per classico intendo quel pezzo che quando lo ascolti pensi "Finalmente! era ora che qualcuno scrivesse questa melodia", perché ti sembra di ascoltare una melodia che già esisteva, era dentro di te e mancava solo quel genio che lo partorisse per l'umanità. I classici sono ontologici, archetipici, parlano di noi, non apprezzarne il valore vuol dire dare meno importanza anche a noi stessi. 
D'altra parte non capisco quelle persone che bollano come eccezionali canzoni che vengono portate dal vento della moda ma che si esauriscono nel giro di una stagione. Forse sono belle, ma credo che la musica non sia solo estetica (bella o brutta) ma anche etica (buona, giusta, cattiva, sbagliata). Dire di " Nada" di Di Sarli:  "bello sto pezzo", é riduttivo, forse ci imbarazziamo nel riconoscerne quanto ci perturbi nell'intimo.
Sono andato un po' fuori tema, ma sei tu che mi hai detto che potevo scrivere quello che volevo  

19)Le tue tre serate top ( a giudizio tuo ovviamente...)
Porto nel cuore una serata fatta a Lille, c'era un'energia così pazza che le persone ballavano tutto, non potevo sfumare neanche una cortina perché le persone restavano in pista a ballarle; Poi il mio primo Chantier, a Parigi, che é una specie di maratona che fai da solo ( dalle 21 a...quando va via la gente, tipo 10 del mattino) e poi mi sono divertito anche a Mosca al Festival Vamos.

20)Siamo meno seri: i dj rimorchiano ? Quante storie hai avuto con i tuoi colleghi?
Statisticamente i dj rimorchiano più dei calzolai ma meno degli oftalmologi… Sabi', seriamente, ma se stiamo tutto il tempo con la faccia attaccata ad un pc, che sembriamo i secchioni del tango, noi a fare i compiti mentre gli altri ballano e si divertono... che vuoi rimorchiare? fossimo maestri argentini… ciao e buon anno.

TANGO DJ REPORT: FAVORITE ORCHESTRAS





I updated my reports / statistics on interviews with TangoDJ ( you can find at http://supersabinotango.blogspot.it/). 

I interviewed 63 TangoDJ around the world… and soon others. 

This eight statistic concerns the favorite orchestras. 

The ranking is: 
In the first place shared with 27 preferences Juan D'Arienzo and Carlos Di Sarli. Follows Anibal Troilo (21 preferences). The third on the podium Osvaldo Pugliese (20).

The complete ranking:
(Of course, comments and interpretations will be greatly appreciated)

FAVORITE ORCHESTRAS

1) D'ARIENZO / DI SARLI (27)
2) TROILO (21)
3) PUGLIESE (20)
4) F.CANARO / BIAGI (15)
5) FRESEDO (13)
6) CALO' (9)
7) LAURENZ (8)
8) DEMARE (7)
9) LOMUTO (6)
10) TANTURI (5)
11) RODRIGUEZ / TIPICA VICTOR (3)
12) R.CANARO (2)
13) DE CARO / FIRPO / DONATO / DE ANGELIS / CARABELLI / VARELA / PIAZZOLLA / SALGAN / D'AGOSTINO / GARCIA (1)

Uno Shakespeare tremendamente "pulp"





Non so quanti di voi gradiscano film tratti da opere del sommo Shakespeare. Io personalmente riesco ad esserne  sempre affascinato, specie se si tratta di riduzioni di opere cosiddette "minori", un aggettivo che dovrebbe essere vietato per il sommo bardo.  Titus di Julie Taymor è un piccolo capolavoro, forse passato inosservato sebbene annoveri un cast stellare. 

Stiamo parlando di Anthony Hopkins, Jessica Lange, Jonathan Rhys – Meyers, per non parlare della fotografia di Luciano Tovoli e dei costumi dell’immenso Dante Ferretti.  Un film  visionario e violento, che riesce a coinvolgerti fin dall’inizio. Il protagonista, Anthony Hopkins – Titus, leggendario e glorioso condottiero romano, al ritorno nell’Urbe dall’ennesima campagna trionfale , decide di sostenere l’elezione ad imperatore del volubile ed iracondo Saturnino. Una scelta che si rivelerà infausta , gravida di sciagure per la sua persona e la sua famiglia. 

La regista, dal solido background teatrale, riesce a ricreare un mix coinvolgente di modernità e classicità nella scenografia e nell’azione , con una Roma decadente le cui strade sono sferzate da carri ed automobili. Sicuramente non vi era altra possibilità di tradurre una delle tragedie più efferate di Shakespeare che proprio per questa sua natura sanguinaria e violenta era una tra le più amate dal pubblico della sua epoca. Corre sottile, ma pronto ad aggredire lo spettatore questa commistionarsi di crudeltà ed ingiustizia , entrambe sospese tra passato e futuro, in una dimensione che a tratti sfocia nella atemporalità , assumendo le stimmate dell’immortalità. 

A non tutti piaceranno alcuni elementi profani , ma forse è l’unico scotto da pagare per entrare nella quotidianità, per rendere ancora più vicino a noi un grande capolavoro.

lunedì 9 dicembre 2013

IL DESERTO DEI TARTARI: IL CAPOLAVORO DI BUZZATI CHIUDE  DOMANI, MARTEDI' 10 DICEMBRE 2013, A VENEZIA LA STAGIONE TEATRALE DELL’AVOGARIA







Uno dei più importanti romanzi italiani del novecento. Il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati, nell'adattamento di Maura Pettorruso, chiude domani, marted 10 dicembre 2013, ore 21.00, a Venezia, i "Martedí dell'Avogaria", rassegna che ha proposto nello storico  teatro dell'Avogaria ( Dorsoduro 1607, Corte Zappa) alcuni fra gli spettacoli più interessanti della nuova scena drammaturgica italiana. 

La vicenda narrata nel più famoso romanzo del grande scrittore milanese ambientata in una fortezza , ormai abbandonata a causa della sua posizione non più strategica all'interno del conflitto, si traduce in un intenso monologo in cui il protagonista, il tenente Drogo, si confronta con se stesso, i suoi pensieri, i suoi desideri e le sue paure esistenziali. L’adattamento teatrale a cura di Maura Pettorruso è affidato all’interpretazione di Woody Neri, per la regia di Carmen Giordano: tre giovani artisti si confrontano con una messinscena di grande intensità, ricreando sul palco l’atmosfera, i silenzi e le parole del celeberrimo romanzo di Dino Buzzati. Una scena minimalista ed essenziale, così come é spoglia la vita nella fortezza, rischiarata solo da alcune lampade che il protagonista accende e spegne ad evidenziare i momenti topici della narrazione.   Un protagonista che lentamente si consuma con l'incedere del tempo e, ormai stanco e provato, deve arrendersi ad un destino crudele e beffardo. Lo spettacolo esalta  l'intenso monologo di un uomo solo davanti alla vita, che pieno di rabbia e delusione si spegne lontano da quel fortino che per oltre un trentennio aveva strenuamente difeso da un misterioso nemico.

L’Associazione Teatro a l’Avogaria, nasce nel 1969 dalla passione e dalla tenacia di Giovanni Poli, già fondatore del Teatro Universitario Cà Foscari di Venezia, e dagli esordi si pone come laboratorio di ricerca che coniuga un metodo d’improvvisazione teatrale tra la Commedia dell’Arte e le Teorie dell’Avanguardia. In più di quarant’anni di attività ha prodotto oltre sessanta spettacoli tra cui la “Commedia degli Zanni” rappresentata con successo sui più importanti palcoscenici internazionali. Riconosciuta come uno dei centri di formazione professionale di riferimento nel Triveneto, ogni anno organizza corsi, dedicati ad appassionati e professionisti, su discipline quali recitazione, Commedia dell’Arte, dizione, storia del teatro, canto, tecnica dell’interpretazione.


Gli spettacoli della Rassegna “I Martedì all’Avogaria”, su prenotazione telefonica ai numeri 0410991967-335372889 , avogaria@gmail.com


lunedì 25 novembre 2013

C CREDO: AL TEATRO A L'AVOGARIA L'UNICO SPETTACOLO AL MONDO DOVE TUTTE LE PAROLE DEI DIALOGHI INIZIANO CON LA LETTERA C






Uno spettacolo unico e straordinario dove tutte le parole della rappresentazione iniziano con la lettera C. Martedi' 26 novembre 2013, ore 21.00 a Venezia, presso lo storico Teatro dell'Avogaria, Dorsoduro 1607, Corte Zappa, va in scena  C Credo. Una piece teatrale nell'ambito de i "Martedí dell'Avogaria", rassegna teatrale che presenta alcuni fra gli spettacoli più interessanti della nuova scena drammaturgica nazionale.  

Spazio dunque al teatro dell'assurdo,  con C Credo del Teatro Belcan, monologo anticrisi di e conMichele Beltrami, dove lo spazio di azione diviene astratto. Tra commedia classica e cabaret uno spettacolo dove si valorizzano oggetti che rapidamente divengono icone del contemporaneo, strumenti fondamentali per la sopravvivenza del domani. Un testo incredibile, formato esclusivamente da parole che incominciano con la lettera C: non si tratta di parole in libertà , ma un discorso surreale dell'attore e creativo bresciano che pratica una comicità stralunata ed assurda. Un divertente ed avvincente monologo incentrato sul tautogramma che al di la' del non sense, si lega alle esperienze teatrali d'avanguardia  e vede il protagonista muoversi come un novello Charlot che ride sul e con il linguaggio, celebrandone la funzione al tempo stesso distruttiva e creativa.

Michele Beltrami  dal 1996 ad oggi si forma, si confronta e/o arricchisce delle esperienze di Kuniaki Ida, Roberto Pagni, Gianni Rodari, Dominique Dupuy, Bruno Munari, Julyen Hamilton, Pippo Del Bono, Alessandro Bergonzoni, Cesar Brie, Stefano Bartezzaghi. Applica le sue idee al teatro, alla scrittura, al disegno, alla manipolazione di oggetti, ai laboratori di ricerca creativa per bambini.

L’Associazione Teatro a l’Avogaria, nasce nel 1969 dalla passione e dalla tenacia di Giovanni Poli, già fondatore del Teatro Universitario Cà Foscari di Venezia, e dagli esordi si pone come laboratorio di ricerca che coniuga un metodo d’improvvisazione teatrale tra la Commedia dell’Arte e le Teorie dell’Avanguardia. In più di quarant’anni di attività ha prodotto oltre sessanta spettacoli tra cui la “Commedia degli Zanni” rappresentata con successo sui più importanti palcoscenici internazionali. Riconosciuta come uno dei centri di formazione professionale di riferimento nel Triveneto, ogni anno organizza corsi, dedicati ad appassionati e professionisti, su discipline quali recitazione, Commedia dell’Arte, dizione, storia del teatro, canto, tecnica dell’interpretazione.

 
Gli spettacoli della Rassegna “I Martedì all’Avogaria”, su prenotazione telefonica ai numeri 0410991967-335372889 , avogaria@gmail.com

Orchestra cannot miss in one night





I updated my reports / statistics on interviews with TangoDJ ( you can find at http://supersabinotango.blogspot.it/). I interviewed 62 TangoDJ around the world… and soon others. This seventh statistic concerns the Orchestras cannot miss in one night.  

The ranking is:  
D'Arienzo and Di Sarli with 51 ratings share the first place. Second, Anibal Troilo ( 25) , and third F.Canaro (24).  The complete ranking:
(Of course, comments and interpretations will be greatly appreciated)

TANGO ORCHESTRAS CANNOT MISS IN ONE NIGHT.  

1) D'ARIENZO / DI SARLI (51)
2) TROILO (25)
3) F.CANARO (24)
4) PUGLIESE (13)
5) FRESEDO (9)
6) BIAGI (8)
7) CALO'(5)
8  TANTURI (3)
9) D'AGOSTINO / LAURENZ (2)
10) DONATO / RODRIGUEZ (1)

lunedì 11 novembre 2013

Overrated orchestras





I updated my reports / statistics on interviews with TangoDJ ( you can find athttp://supersabinotango.blogspot.it/). I interviewed 62 TangoDJ around the world… and soon others. This sixth statistic concerns the Overrated Orchestras. The ranking is: The most overrated orchestra about TangoDJ is with 11 preferences Francisco Canaro (what a surprise). Follows always in my surprise, OSvaldo Pugliese (9 preferences). The third on the podium Hector Varela (6). The complete ranking:
(Of course, comments and interpretations will be greatly appreciated)

OVERRATED ORCHESTRAS

1) F.CANARO (11)
2) PUGLIESE (9)
3) VARELA (6)
4) DONATO (5)
5) TROILO (4)
6) LOMUTO / D'ARIENZO (3)
7) RODRIGUEZ / SEXTETO MILONGUERO / TIPICA VICTOR (2)
8 ) PIAZZOLLA / COLOR TANGO / BIAGI / CARABELLI / DI SARLI / TANTURI / DE ANGELIS / D'AGOSTINO / CALO'(1)

giovedì 7 novembre 2013

Ali Isikli: I am happy when everybody is dancing… And I know that everyone has different taste, likes different orchestras and expects to dance with their favorites… I think tango music is like classical music but evolved in much shorter time period



Today we meet another great TangoDJ. From Ankara, Turkey, Ali Isikli. Long experienced Tango DJ and as Ali said  "At the very beginning my focus was playing the most popular songs in tandas… Now I focus on the flow of emotion during the milonga and how to navigate this emotion with music"…

From the beginning : I suppose that your first approach with tango, like for other dj, was with the dance. What inspired you to get into console and play music? A conscious decision or was the result of chance? 

Before I met tango (1999), I was a latin and swing dance instructor… Yes, my journey to tango started with dance… But as far as I remember I love the good taste of music… Beside tango, I have a modest music collection ranging from classical to rock... Thanks to my high school music teacher Mr. Haci Balkarli, rest in peace… He inspired me about music… When I was a latin dancer I was DJing at latin nights and clubs… It was inevitable, me not being a DJ at the milongas… 


What were your early taste of tango? There are significant differences with the current scene? 

Tango enchanted me with my very first steps… During the early stages of my tango life my main focus was on the dance and the beautiful music of tango was behind the scene… In time music overtake that scene from dance… At the very beginning my focus was playing the most popular songs in tandas… Now I focus on the flow of emotion during the milonga and how to navigate this emotion with music? I like the idea to blend into the night, unify with every dancer on the floor, creating a silent communication and enjoying the intense joy of the moment…




Do you remember your first like tango dj? 

As if today… Carrying two big CD bags… Every CD marked with stickers with information on it… DJing with two CD changers… I was like a sunday driver on a bumpy road… Today the road is still bumpy but the driver is more experienced…



The difficulty of the search for songs on cd often burned, the explosion of the Web and the consequent relatively easy to find in the music. Do you think this paradigm shift has changed the way of working of the DJ? 

I think Internet has only changed the accessibility to almost everything about tango, i.e. music, stories, history, artists, composers, lyrics… But this also puts a garbage on our laps… I mean nowadays there are a lot of reproduction of tango music… You can find different sounding records of a song of the same tango orchestra… Which one is the correct one? To find is the job of a DJ… A good DJ must know which record is the correct one and must put some effort to find the correct sounding song with correct timing… 


When you build your performance? Long ago, during the journey to the milonga, or sudden moment by moment? 

At the early times of my DJing I was playing continuously with no notion of tandas and by not following certain customs… Then with experience and knowledge I moved to use tandas… Until buying my first latop I was using CDs… Then I digitized my CD collection to lossless music not mp3s… Recently, in search of correct sounding records I start to use vinyls and shellac records… I did use some pre-prepared tandas for a period… But for last 5-6 years I play to the night… This does not mean that I play a tango I hear for the very first time… I do a lot of work at home… Study each orchestra, each record; tag them with correct and useful information… My every DJ performance is different…Because I think the beginners, tangueros/as, milongueros/as,  non-tango dancers present at the milonga defines the atmosphere of the night… And so must be the music for that night… 



Have you ever played in a boring night? Have you understand too late that perhaps the milonga could not give you the right motivation and you could not wait to finish? Do you accept whatever you offer or try to make a selection preferring location and fascinating evening with friends? 

Well boring milongas is a strange definition… Boring according to who or what criteria? My job is to play good music it is not my business to evaluate the quality; my business is to make the night increase in value  I always try to do my best when DJing… But I admit it is very hard to play to empty seats 


How would you define your style? It has evolved over time? And in which direction? 

My style… Well, I am happy when everybody is dancing… And I know that everyone has different taste, likes different orchestras and expects to dance with their favorites… I think tango music is like classical music but evolved in much shorter time period… Each era has its own beauty… And each era is strongly connected to each other… It is really hard to distinguish them… Every time when I’m in control of the music for a milonga, I try to serve this beauty to the dancers… I like putting surprises to my music… Of course I don’t play a milonga in the middle of a Pugliese tanda … My time at the radio helped me a lot… I read more about tango when I prepare my program… Yes, for over ten year I was broadcasting a live radio tango program both at national and local radio stations… This experience along with my DJing performances helped me a lot to understand the real meaning of a tango DJ…

One song, one tanda works well once when it is played at right place and right time… As a Dj you must feel and sense that moment … When I have this feeling I don’t hesitate to play a rarely played or never used tango… I am open minded… I use songs from Guardia Vieja to today’s orchestras’ recordings by always keeping in mind that the music is for the attendees to dance, to listen and make them feel good…


What can influence you in an evening, the audience, the dancers, the acoustics of the location, the duration of your performance ... 

Everything… Now I don’t let my personal mood affect the night in a bad way…

Do you prefer playing alone or sharing the night with a / colleague. Generally prefer to work alone, or with friends who you feeling? Or, you love the thrill of experimenting with a colleague ever heard until then? 

Siempre solo hermano  I try to create a connection with the attendees… No matter a good DJ I am asked to work with, I don’t want that connection lost, broken or interrupted… But rarely at very special occasions I played with colleagues…

If someone asks you the name of a track you say it to him, perhaps suggesting where the CD is included, or invite him to venture into the trouble of searching? 

I always do… It is not state secret  Now I am working on a website to help people in their search… It has already many useful info, but it has not been completed yet. Fans can take a look it time to time by www.tangora.gen.tr  They will get the information of the total recordings of the orchestra, singer etc. … And on which album they could get the tango they are looking for… But I never share a song… Deeply respecting to copyrighted works and authors’ rights, I pay for my music and original records. Therefore, I respectfully want those who are interested in tango music also do the same…

The public bother you with absurd requests: what do you do? Are you a jukebox? 

At the early stages of my DJ work I was asked for almost everything…. Now people respect my work… They know they will get good music during my performance… I always talk with organizers before the milonga to get some vibe about their expectations… And when I get requests I try to fulfill them if there is a good moment for that request… When I cannot, I tell the person I am sorry but maybe next time… The requests are important because they make me realize what really public is expecting; that is good… And I am always open to critics, they help me to realize things that I may overlook…

Do you like to dance and listen to your colleagues enjoy the selections and styles of others from your performances? 

I appreciate my colleagues work… I like to dance and enjoy their music… When they asked my opinion I honestly share what I think… 

Do you believe that the art of “musicalizador” is different for geographic areas? Argentina, USA, Northern Europe, Eastern Europe, the Mediterranean ... or is it similar in every countries? 

%100… It is even different between the DJs in the very same city… The art of musicalizador is highly correlated with the personality…

Would you like to have a milonga just for you, furnish it with the appropriate facility to your desires, try to create a wave that satisfies you over to play when you want and create a calendar of events to measure your tastes? 

Well I do like to have a place of myself… But I don’t want to fill it with my own desires  If I do so I will be the only one, may be my wife ;), present at the night…

The classic point-blank questions you have to answer, you cannot refuse: Three orchestras that can not miss in one evening. 

• Osvaldo Pugliese
• Miguel Caló
• Juan D’Arienzo

Your three favourite orchestras, which may also be different from the previous ones. 

• Osvaldo Pugliese
• Miguel Nijhenson
• Julio De Caro
• Pedro Laurenz and Pedro Maffia – These are bonuses …


Suggest a tanda of tango instrumental, a tanda of tango singer, one of vals and milonga. 

• Pedro Laurenz – Abandono
• Pedro Laurenz – Arrabal
• Pedro Laurenz – Mala Junta
• Pedro Laurenz – La Beba

• Osvaldo Pugliese con Jorge Maciel – El Adios 
• Osvaldo Pugliese con Jorge Maciel - Y No Podrás Querer
• Osvaldo Pugliese con Jorge Maciel – Será Una Noche
• Osvaldo Pugliese con Jorge Maciel – Porqué La Quise Tanto

• Pepe Aguirre – Amor De Artista
• Pepe Aguirre - Muñeca De Loza
• Pedro Maffia con Francisco Fiorentino - Una Noche De Amor / Julio De Caro con Carlos Vivan y Hector Farel - Sorpresa De Novia

• Emilio Pellejero – Mi Vieja Linda
• Julio De Caro con Luis Diaz – Sacachispas
• Hawaiian Serenaders – La Rumbita Candombe


What are the three bands or singers you can not stand? 

I do like them all… Tango is not only for dancing like once Piazzolla said to Troilo… People also want to listen… If you only look from dancer’s point of view there are a lot of musicians who gets a dislike … Also sentences starting like “I hate this orchestra”, “I don’t like this orchestra/singer…” are strongly related to the dancer’s inability to dance… I always play danceable tunes… And hearing the song for the very first time is not an excuse not dancing with it… I do not play electronic, fusion and sort of music like these… And merry go round tunes… 

But what I really cannot stand is to listen always the same songs in a tanda at different milongas… If I am not mistaken Juan D’Arienzo recorded 1007 songs… You cannot increment or decrement it by one... But why the dancers should always dance the same tangos, milongas, valsecitos…  Yes some of his songs may not be good for dancing but let’s be creative and imaginary 

What is the band most underrated by the general public and which is the most overrated? 

Underrated Troilo, Laurenz  
Overrated Canaro

Your top three nights (in your opinion of course …) We are less serious: Last night a dj saved my life. The DJ rule is sexy? 

• Ankara Tango Carnaval Vol.3 was breath taking amazing… Still remember the magical moments and appreciations of maestros Gaston Torelli and Esteban Moreno
• Tango Remolino 2012
• 10th Istanbul Tango Festival…  
It is cool 

Have you ever had a relationship with some fans and some flirt with your colleagues?
I am always in flirt with colleagues in a professional manner