giovedì 10 dicembre 2009

Pankow: da Firenze l'algido soffio dell'industrial music


La gelida alchimia della musica industriale / elettronica dei primi '80 sbarca in Italia con un fragore sonoro assoluto dove il silenzio si fa più roboante del frastuono. Firenze, altera e sanguigna città ai margini del rock fino ad allora, divien la fucina irripetibile di talenti dark e rockers oscuri che fanno del malsano cogitare una lente d'ingrandimento del mal di vivere di fine secolo. Maurizio Fasolo e Paolo Favati fondano i Pankow, mutuando il nome da un quartiere dell'allora Berlino Est. Un'esperienza irripetibile per la scena musicale italiana, abituata a mandolini, festivalbar, sanremo ed altre stron..te affini. Comer per incanto si materializzano, ad ogni loro concerto, i fantasmi di colleghi illustri, dai Joy Division ai Cabaret Voltaire, i Suicide del grandissimo Alan Vega, le sperimentazioni claustrofobiche e cacofoniche dei Throbbing Gristle. Un talento incredibile garantì a questo gruppo una notorietà al di fuori dei nostri confini e , assecondando un triste motto, nemo propheta in patria est, l'Italia li accettò a stento, come un parto riuscito male. Gisela e Treue Hunde sono i miei lp preferiti, autentica summa dell'opera dei pankow anche se la loro difficile reperibilità fa preferire "The Art of Gentle Revolution", un boxset imperdibile per quanti negli anni'80 impazzivano per i Depeche Mode e si accrosero che anche nel nostro Paese, le menti migliori ... lavoravano...

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