martedì 21 ottobre 2014

The Cult: nel 1985 il mitico Love


 
 
 
Quanti si ricordano dei Cult al giorno d’oggi?  Quanti  nel  1985 sono impazziti ascoltando pezzi del calibro di Rain e She sells sanctuary?  Questa band inglese gotica nell’aspetto e nei testi, intrisa di lirico pathos ha segnato la mia gioventù ed ancora oggi ascoltare il loro album Love, edito dalla mitica etichetta Beggars Banquet, mi fa sobbalzare dalla poltrona.  Un album incredibile dove il rock duro si shakera con l’ultima inquietitudine new wave, senza tralasciare striature psichedeliche o talune in farciture kitsch glam, un must all’epoca. Di sicuro la parte del leone la fa Ian Astbury, un frontman  di indiscusse qualità che porta sul suo corpo le stimmate della ribellione giovanilistica , in primis l’urlo dei pellerossa. Mi ricordo ancora la cover, il suo effetto quando ho visto l’album dal negozio di dischi : simboli religiosi affiancati dalle ali spiegate  di memoria sioux su quello sfondo scuro. Favoloso. Un disco da recuperare assolutamente e riascoltare, con nostalgia per chi non lo sente da tempo, con meraviglia per chi lo scopre. I Cult hanno sicuramente raccolto meno gloria di quanto ne avrebbero meritato, ma di ingiustizie la lunga via del rock è costellata…

 

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