lunedì 31 agosto 2009

Fuoco Fatuo


Film e libro. Spesso i due supporti sono conflittuali in merito alla qualità della storia narrata. Ma in questa occasione io consiglio di approfondire il tema con ambedue. Fuoco Fatuo. Una storia maledetta, come dannato è stato l’autore del romanzo, il collaborazionista Pierre Drieu la Rochelle, che alla vigilia della liberazione di Parigi dall’assedio nazista si suicidò. Una storia tragica che autobiograficamente segue nelle vicende del protagonista, Alain, il suicidio di un amico di Drieu, il pittore surrealista Rigaut, ed il dramma intero di una generazione ribelle, sospesa fra l’elan vital inscenato dal nazismo ed il crudo impatto con la realtà. L’atto estremo di togliersi la vita diventa così la tappa finale di un cursus umano che, macchiato dalla droga e dalle sconfitte, rimane l’extrema ratio come segno ultimo di protesta verso la realtà. In Alain c’è il ritratto di una gioventù anticonformista, ribelle ( ma non senza causa), che ha vissuto i drammi del primo conflitto mondiale, ma inizia a provare orrore per le stigmate che già sono segnate dall’imminente secondo. Il fuoco fatuo di lottare contro il proprio destino.

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