lunedì 25 gennaio 2016

I simulacri di Porfirio





Comprendere attraverso l’arte il fine ultimo della vita, ma non solo. Anche e soprattutto ciò che trascende la vita terrena in un afflato al tempo stesso mistico e farne una particolare e personale cosmogonia. Mediando e creando un percorso ontologico tra religione e filosofia. “Sui simulacri” del filosofo Porfirio , edito da Adelphi, è uno dei più raffinati ed utili testi per comprendere appieno la temperie e i segreti dell’arte classica.

Leggendo il risvolto di copertina «Porfirio di Tiro, allievo prediletto di Plotino, fu il filosofo più temuto dai Padri della Chiesa per la svettante intelligenza e la raffinata erudizione, poste a difesa della millenaria sapienza pagana contro il dilagare della nuova concezione cristiana. Di lui si racconta che a un convito per l'anniversario di Platone, dove lesse un suo poema dal titolo Le nozze sacre, fu tacciato di pazzia per le "molte cose che aveva pronunciato nell'entusiasmo, in senso mistico e velato". Ma Plotino intervenne e gli disse: "Ti sei dimostrato al tempo stesso poeta e filosofo e ierofante”.


Rileggere quei pochi frammenti sopravvissuti dà ancora una emozione unica. L’opportunità di riflettere sul valore del simbolo, di cosa ha potuto rappresentare per il mondo classico ed anche l’occasione di non lasciarci perdere l’occasione attraverso la visione delle statue di evocare gli dei…

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