domenica 7 ottobre 2012

El Capitan(Giuseppe Clemente): Improvviso. Il piacere sta qui, sta nello scegliere brano dopo brano. La bellezza di questo "mestiere" è proprio nell´equilibrio che mantieni. Scegli e attendi la risposta della pista, continui e se non va bene torni indietro e cambi e riparti con un´altra idea e poi succede che l´onda, quella giusta è venuta fuori. C´è. La senti. E allora ci devi rimanere su, ci devi galleggiare sopra..




El capitan, é il nome di battaglia di Giuseppe Clemente, tango dj che calca le scene, pardon le consolle, dei più importanti eventi tangueri europei ed oltreoceano , siano essi festival o maratone. Un dialogo serrato con un amante del tango profondamente innamorato di questo universo e del suo eden , Buenos Aires. Una passione travolgente che emerge dalle sue selezioni 100% ballabili. Ed allora, scopriamolo insieme

I tuoi inizi. Presumo come tutti che il tuo primo approccio sia stato con la pista. Cosa ti ha spinto a fare il salto in consolle? Una scelta ponderata o é stato frutto della casualità?
Io e il tango? L´incontro è avvenuto un po´ come quello degli immigrati a Rio della Plata. No, non ero a Buenos Aires,  ero a Bruxelles, vivevo lì per lavoro. Una sera,  seguendo due occhi blu,  mi sono ritrovato in una milonga. Da quel momento, amore senza tregua. No, non per quegli occhi blu, ma per il tango. All´inizio lezioni, serate, e poi la musica mi ha catturato e il piacere di studiarla, di approfondirla ha preso il sopravvento. Così, quasi per caso, mi sono trovato a musicalizzare in alcune milonghe clandestine a roma.

Ai tuoi esordi quali erano i gusti dei tangheri? Ci sono differenze significative con la scena attuale?
Quando ho iniziato, sulla base di tanghi delle orchestre classiche (anni ´40),  c´era ancora un´appendice di tango elettronica. Ora invece, la proposta musicale dei DJ è molto ampia: dalla guardia vieja fino alle orchestre contemporanee. 

Ricordi la tua prima serata in consolle?
Certo, è stata in una piccola storica milonga di Roma. Lì ho deciso che avrei fatto il DJ ....

Dalla difficoltà della ricerca dei brani su cd spesso masterizzati, all'esplosione del web , e la conseguente relativa facilitá nel reperire la musica. Secondo te questo cambiamento epocale ha cambiato il modo di lavorare del DJ?
Non saprei. Sicuramente reperire brani (e tande preconfezionate) dal web è facile, economico e non serve studiare (un po´ come la CEPU). Altra cosa per il DJ è quella di studiare il tango nelle sue forme più complete, la storia, le biografie, i testi e non ultima la soddisfazione di avere una propria libreria musicale.

Quando costruisci mentalmente la tua serata? Molto tempo prima, durante il viaggio per arrivare in milonga, oppure improvvisi attimo per attimo?
Improvviso. Il piacere sta qui, sta nello scegliere brano dopo brano. La bellezza di questo "mestiere" è proprio nell´equilibrio che mantieni. Scegli e attendi la risposta della pista, continui e se non va bene torni indietro e cambi e riparti con un´altra idea e poi succede che l´onda, quella giusta è venuta fuori. C´è. La senti. E allora ci devi rimanere su, ci devi galleggiare sopra..

Ti é mai capitato di annoiarti durante una serata, di aver compreso tardivamente che forse quella milonga non riusciva a darti le giuste motivazioni e non vedevi l'ora di finire? Accetti sempre tutto quello che ti propongono o cerchi di fare una selezione preferendo location affascinanti e serate con amici?
Dico che "non tutte le ciambelle escono col buco"!
A volte non è come speravi, dall´inizio alla fine. A volte invece quando pensi che "non va, non va" è il momento che parte la famosissima onda e allora ti diverti ancora di più. La serata può essere una magia anche per un DJ, non solo per un tanguero.
Fare il DJ, per me, è solo una grande passione, non il mio lavoro, e  quindi scelgo di volta in volta le proposte anche in funzione anche della possibilità di allontanarmi da casa.
 Come definiresti il tuo stile? Si é evoluto nel tempo ? Ed in quale direzione? Cosa può influenzarti in una serata, il pubblico, i ballerini, l'acustica della location, la durata della tua performance...
Stile? Non so, forse classico ed in costante evoluzione? Posso dire che il tango è `tanto´. Più lo ascolti, più lo conosci e più apprezzi nuove musicalità e sonorità che ti spingono ad una continua ricerca. Cosa mi influenza? La gente, il suo livello di ballo, la location, il tipo di evento.. direi un po´ di tutto.

Spesso capita in alcuni eventi di condividere la serata con un/a collega. Preferisci lavorare generalmente da solo, o se in coppia con chi hai feeling? Oppure, ami il brivido di sperimentare con un collega mai ascoltato fino ad allora?
Si, mi è capitato qualche volta di condividere la serata, sia con amici DJ sia con colleghi mai ascoltati. Comunque preferisco essere solo alla consolle.

Se qualcuno ti chiede il nome di una traccia gliela dici, magari consigliando il cd dove é inclusa, oppure lo inviti ad avventurarsi in una faticosa ricerca?
Ma dai.....sì che gli do il nome della traccia. Mi è capitato a volte di copiarla su un pendrive o di mandarla via mail. E senza chiedere nulla in cambio...!

Il pubblico ti molesta in consolle con richieste assurde. Cerchi di accontentarlo oppure fai capire chiaramente che non sei un jukebox?
Non mi piacciono le molestie. Li caccio..(scherzo)

Ti piace ballare ed ascoltare i tuoi colleghi, gustare le selezioni altrui e stili differenti dalle tue esecuzioni?
Mi piace ballare, ma trovo un grande piacere anche solo ascoltare la musica, seguire le scelte musicali degli altri DJ, le varietà di esecuzione e i diversi stili. Credo ci sia sempre da imparare.

Ritieni che il modo di musicalizzare sia differente per macroaree geografiche ? Argentina, Nord Europa, Est Europa, Mediterraneo... o tutto il mondo é paese?
Mi sembra che in Europa i DJ, pur legati alla tradizione argentina, preferiscano muoversi in un contesto più ampio; amano sperimentare l´intero panorama musicale del tango, sono più audaci nel proporre nuove selezioni e meno legati ai classici del periodo d´oro del tango (anni ´40) che invece la fanno da padrona nelle milonghe argentine. Devo aggiungere comunque, di avere trovato in argentina negli ultimi anni un apertura da parte di alcuni DJ che stanno allargando il ventaglio di proposte classiche, rispetto ai DJ storici.

Ti piacerebbe avere un locale solo per te, arredarlo con l'impianto adeguato ai tuoi desideri, cercare di creare un'onda che ti soddisfi oltre a suonare quando ne hai voglia e creare un calendario di eventi a misura dei tuoi gusti?
Credo di no. E´ bello poter conoscere nuove realtà, nelle quali potersi confrontare. E poi sono troppo pigro per occuparmi di questioni burocratiche/amministrative!!!


Le classiche domande a bruciapelo, vietato non rispondere:

Tre orchestre che non possono mancare in una serata.
D´Arienzo, Canaro, Di Sarli

Le tue tre orchestre preferite, che possono essere anche diverse dalle precedenti.
D´Arienzo, Laurenz, Pugliese

Suggerisci una tanda di tango strumentale, una tanda di tango con cantante, una di vals ed una di milonga
Fresedo: tigre viejo, arrabalero, derecho viejo, la viruta
D´Arienzo (Laborde); Sin barco y sin amor, El vino triste, Mala pasion, Ahì esta
Sin Rumbo fijo (Victor), La tapera (Donato), Pasion (D´Arienzo)
Sacale punta (Donato), Que tiempo acuel (Lomuto), No hay tierra como la mia (Canaro)

Quali sono le tre orchestre o cantanti che non sopporti?
Nessuno. Non sopportare è un po´ pesante....basta non ascoltarli.

Quale é l'orchestra più sottovalutata dal grande pubblico e quale la più sopravvalutata?
Sottovalutato: Anibal Troilo (in europa). Sopravvalutato: Canaro

Le tue tre serate top ( a giudizio tuo ovviamente...)
Tante belle serate. In particolare, una strepitosa al Salon Canning di Buenos Aires, dove ho musicalizzato al campionato metropolitano, da brivido e quella del festival di Istanbul, lo scorso luglio, una marea di gente e una location mozzafiato sul Bosforo.

Siamo meno seri: i DJ rimorchiano ? Quante storie hai avuto con i tuoi colleghi?
Ci sto provando.... Poi ti aggiorno!!!!

sabato 6 ottobre 2012

Armando Tatafiore: Il tango è empatia in tutti i suoi aspetti, il musicalizador si nutre dell’apporto emozionale di chi balla e il suo compito è non tradire la pista restituendo energia.


Il viaggio alla scoperta dei tango dj si arricchisce di una nuova puntata. Questa volta a rivelarci i suoi segreti, Armando Tatafiore, pioniere assoluto nella scena italiana. Con lui per primo entrano in milonga  con regolarità tande degli anni'20 ed anni'30. Cultore del tango,  ballerino, detentore assoluto dei segreti della chimica musicale che riempie la pista. Una chiacchierata che si traduce altresì in un film che ripercorre  la storia del tango a Roma, dalla fine dello scorso millennio ai giorni nostri. 

I tuoi inizi. Presumo come tutti che il tuo primo approccio sia stato con la pista. Cosa ti ha spinto a fare il salto in consolle? Una scelta ponderata o é stato frutto della casualità?
Direi che è stato un gioco al quale ho accettato di giocare, e che poi è diventato sempre più una cosa seria. Avvenne nell’autunno del 2000, naturalmente a Roma: allora a Roma non era diffuso l’uso del musicalizador, nella maggior parte delle milonghe il maestro o l’organizzatore di turno metteva musica passando interi cd monotematici, senza tandas e cortinas, così a volte capitava di ballare l’intera colonna sonora di “Lezioni di tango”, oppure Di Sarli o Pugliese per un’ora intera, fino ad esaurimento (del cd o nervoso dei ballerini). Io all’epoca gravitavo intorno a Tangopolis, una delle poche milonghe già attente al problema delle scelte musicali, che fino all’anno precedente aveva avuto in consolle lo storico Alberto Valente, il primo a Roma a usare tandas e cortinas. Per la nuova stagione 2000/2001 l’associazione decise di puntare sui giovani. Eravamo in tre, mettemmo in comune il nostro mini “patrimonio” di cd, ci dividemmo le serate e partimmo a razzo! Naturalmente da subito con tandas, ma ancora raramente con cortinas, i più non ne capivano il senso.

Ai tuoi esordi quali erano i gusti dei tangheri? Ci sono differenze significative con la scena attuale?
Come puoi immaginare i gusti erano ancora confusi. Si iniziava a diffondere la conoscenza delle orchestre della epoca de oro grazie ai cd delle serie “Reliquias” e “Tango Argentino 20 exitos”, ma eravamo quasi tutti lontani dall’avere in mente un quadro generale della storia del tango e della sua evoluzione. Chi non ha vissuto tanghisticamente quell’epoca non credo possa rendersi conto delle difficoltà che incontravamo, dei “misteri” che doveva risolvere chi voleva avere un approccio culturale e non consumistico al tango. Personalmente mi furono di grande aiuto le fotocopie della collana “la Historia del Tango” ed. Corregidor regalatemi da una cara amica tanguera di discendenza argentina, Michela. Oggi grazie a internet le notizie e il materiale si sono moltiplicati e sono a portata di mano, è molto più semplice acquisire una basica cultura e via via affinare i gusti. La differenza con la scena attuale, quindi, è enorme, oggi il pubblico è molto più preparato ed esigente e… trovi sempre qualcuno che ne sa più di te!

Ricordi la tua prima serata in consolle?
Come dimenticare? Giovedì 12 ottobre 2000, Tangopolis, via degli Ausoni 4! Saltellai nervosamente per tutta la serata, non riuscivo a credere che le persone stessero ballando grazie alle mie scelte musicali… ah, il primo tango che passai fu “Felicia” di Carabelli! 

Dalla difficoltà della ricerca dei brani su cd spesso masterizzati, all'esplosione del web , e la conseguente relativa facilitá nel reperire la musica. Secondo te questo cambiamento epocale ha cambiato il modo di lavorare del DJ?
Decisamente sì. E direi che il cambiamento è avvenuto in meglio. A me pare che ancora quattro-cinque anni fa prevalevano serate oneste ma senza scelte sorprendenti, oggi invece capita spessissimo di ascoltare brani e tande particolari, il che è un bene, sempre che la scelta sia fatta per la pista e non solo per stupire. Oltretutto, il confronto tra colleghi permette un arricchimento reciproco che aumenta la qualità.

Quando costruisci mentalmente la tua serata? Molto tempo prima, durante il viaggio per arrivare in milonga, oppure improvvisi attimo per attimo?
Sempre attimo per attimo! Parto con tre-quattro tande “pilota”, molto diverse tra loro, individuo quale può essere la giusta “onda” e poi vado, trascinato dall’emozione della pista. 

Ti é mai capitato di annoiarti durante una serata, di aver compreso tardivamente che forse quella milonga non riusciva a darti le giuste motivazioni e non vedevi l'ora di finire?
Purtroppo sì, anche se di rado. Il tango è empatia in tutti i suoi aspetti, il musicalizador si nutre dell’apporto emozionale di chi balla e il suo compito è non tradire la pista restituendo energia. Ma se manca questo scambio, se non parte il circolo virtuoso, se si ha l’impressione che chi balla non colga il valore di quello che stai proponendo, le sottigliezze, e non si affidi alle tue scelte, possono esserci anche 500 persone a ballare ma subentrano la noia e il desiderio di andare presto a ninna!

Accetti sempre tutto quello che ti propongono o cerchi di fare una selezione preferendo location affascinanti e serate con amici?
Vado molto a istinto, sono belle le serate con gli amici ma è emozionante anche l’incontro con piazze sconosciute, e può dare altrettanta soddisfazione!

Come definiresti il tuo stile? Si é evoluto nel tempo ? Ed in quale direzione?
Guarda, posso dire, senza tema di smentita, di essere stato pioniere, almeno qui a Roma, nel senso che sono stato il primo ad avere usato con regolarità registrazioni degli anni ’20 e ’30, e quindi orchestre come Lomuto, Petrucelli, Juan Maglio, Tipica Victor, Fresedo anni ’20, Donato. La cosa destava curiosità ed apprezzamento, al punto da spingermi ad un uso sempre maggiore di questi “strani” tanghi (così venivano percepiti allora, all’inizio degli anni 2000); questo definì un mio stile, sono stato inconsapevole precursore di tipologie di serate oggi molto diffuse, specie in ambienti “maratoneti”. Nel corso degli anni ho decisamente ampliato la gamma delle mie scelte e spazio in ogni epoca, cercando di utilizzare il più possibile l’immenso patrimonio delle registrazioni di tango ballabile… con il solo limite dell’elettronica che con tutta la buona volontà non riesco ancora a considerare tango!

Cosa può influenzarti in una serata, il pubblico, i ballerini, l'acustica della location, la durata della tua performance…
Naturalmente tutte le variabili che hai citato influenzano il dj, nel senso che devono necessariamente influenzarlo. Personalmente, pur restando fedele ai miei gusti musicali, scelgo in questo ambito ciò che reputo migliore per quei ballerini, in quella location, rispetto a quella acustica. Ed anche la durata è importantissima: nella mia mente c’è sempre una fase introduttiva della serata, un apice (che può durare anche ore), ed una fase conclusiva, in cui il dj deve accompagnare i ballerini fino a “casa” nella maniera migliore, con le scelte e l’atmosfera più coerenti rispetto a quello che è stata la serata. Addirittura a me viene istintivo proporre cortine più morbide all’approssimarsi delle ultime tande. E tutto questo non può prescindere dal conoscere con un minimo di anticipo l’orario approssimativo di chiusura.

Spesso capita in alcuni eventi di condividere la serata con un/a collega. Preferisci lavorare generalmente da solo, o se in coppia con chi hai feeling? Oppure, ami il brivido di sperimentare con un collega mai ascoltato fino ad allora?
Generalmente lavoro solo, ma quando capita mi piace lavorare in coppia con colleghi dai gusti affini ai miei, così come con colleghi che non conosco: in questo caso c’è l’imprevisto che elettrizza, occorre calibrare le proprie scelte su quelle dell’altro, tanda dopo tanda, cercando la scelta ottimale per la pista. E’ una sfida!

Se qualcuno ti chiede il nome di una traccia gliela dici, magari consigliando il cd dove è inclusa, oppure lo inviti ad avventurarsi in una faticosa ricerca?
Assolutamente sì, gliela dico! Il tango è di tutti, noi siamo custodi, non proprietari della musica.

Il pubblico ti molesta in consolle con richieste assurde. Cerchi di accontentarlo oppure fai capire chiaramente che non sei un jukebox?
In ogni caso cerco di essere gentile con chi è gentile, perché spesso chi chiede non si rende conto del carico di responsabilità e di tensione che abbiamo stando lì dietro. Detto questo, se la richiesta è davvero assurda cerco di spiegare perché la ritengo tale, altrimenti mi riservo di valutarla… può essere sempre un suggerimento valido!

Ti piace ballare ed ascoltare i tuoi colleghi, gustare le selezioni altrui e stili differenti dalle tue esecuzioni?
Sì, sì, sì. Mi piace ballare la musica dei colleghi e dedico sempre attenzione alle sue scelte, cercando di comprenderne la logica, naturalmente diversa dalla mia. E spesso mi capita di pensare: bella scelta, bravo! A volte però sono un po’ rompiballe ed ipercritico, specie quando il collega mischia un po’ troppo le epoche nell’ambito della stessa tanda!

Ritieni che il modo di musicalizzare sia differente per macroaree geografiche ? Argentina, Nord Europa, Est Europa, Mediterraneo… o tutto il mondo é paese?
Credo sia naturale che i gusti varino a seconda dei posti in cui si va, e nemmeno è necessario viaggiare tanto per constatarlo. In Italia, come in Europa o in Argentina, le differenze si apprezzano anche tra diverse milonghe della stessa città!

Ti piacerebbe avere un locale solo per te, arredarlo con l'impianto adeguato ai tuoi desideri, cercare di creare un'onda che ti soddisfi oltre a suonare quando ne hai voglia e creare un calendario di eventi a misura dei tuoi gusti?
Mi piacerebbe, sì… ad averne il tempo!

Le classiche domande a bruciapelo, vietato non rispondere:
Tre orchestre che non possono mancare in una serata.

Te ne dico due: D’Arienzo e Di Sarli, le uniche alle quali non potrei mai rinunciare!

Le tue tre orchestre preferite, che possono essere anche diverse dalle precedenti.
Di Sarli, Pugliese, Lomuto, ma se me lo chiedi domani saranno altre !

Suggerisci una tanda di tango strumentale, una tanda di tango con cantante, una di vals ed una di milonga

Strumentale (D’Arienzo 40/41): Quasi Nada, Canaro, La Bicoca, Fuegos Artificiales
Cantato (Di Sarli con Pomar ‘52): Duelo Criollo, No Me Pregunten Por Qué, Domani, Se Muere De Amor;
Vals (Tipica Victor): Amor Cobarde, La Serenata De Ayer, Dulce Cariño
Milonga (Donato con Lagos): De Punta A Punta, Porteña Linda, Sentir del Corazon

Quali sono le tre orchestre o cantanti che non sopporti?
Mario Bustos come cantante e come orchestre Miguel Villasboas, e (salvo qualche eccezione) Francini-Pontier, quest’ultima musicalmente sorprendente ma indigesta da ballare.

Quale é l'orchestra più sottovalutata dal grande pubblico e quale la più sopravvalutata?
La più sottovalutata Domingo Federico, raffinata come poche, la più sopravvalutata direi Hector Varela.

Le tue tre serate top ( a giudizio tuo ovviamente…)
Ricordo molte grandi serate qui a Roma, specie alla Milonga de’ Serpenti o a Cascabelito, il Raduno Milonguero di Impruneta del 2009, l’Apuliatangofestival sempre nel 2009…

Siamo meno seri: i dj rimorchiano ? Quante storie hai avuto con i tuoi colleghi?
Mai nessuna storia con colleghe, ma il Tango-dj è come il front-man di un gruppo rock: rimorchia, eccome se rimorchia!


mercoledì 3 ottobre 2012

PuntoyBranca:"Musicalizzo a modo mio in qualsiasi parte del pianeta, ma prima di tutto guardo le persone.In ogni posto si musicalizza in forma diversa…ma alla fine el tango es el tango!




Proseguiamo nel nostro viaggio alla scoperta dei Tango DJ. Poliedrico, bohemienne, artista, faro dell’underground milanese. Stiamo parlando di Jorge, meglio conosciuto come Punto y Branca,  uno straordinario talento in grado di creare una dimensione sonora in cui tutto ciò che si é sentito emoziona come al primo ascolto.

I tuoi inizi. Presumo come tutti che il tuo primo approccio sia stato con la pista. Cosa ti ha spinto a fare il salto in consolle? Una scelta ponderata o é stato frutto della casualità?

Assolutamente casuale.
Gestivamo una galleria di arte, La Cueva (No-Art Gallery) a Milano, nelle cantine di uno spazio occupato, e li ogni giorno c'era qualche evento al interno delle mostre, credo che dalla Cueva è passato tutto l'underground del mondo in quelli anni. E gli eventi potevano essere da performances, concerti, da musica minimale a quella industriale, happenings e poteva esserci dell'avanguardia più  sofisticata al trash più extremo, e così via. Giovanni (Peritore) ed io facevamo qualche serata di "Pachanga" con i pseudonimi di Dj Cicci e Dj Mongo ( quest'ultimo ovviamente ero io).
Poi un giorno mi viene l'idea di .e perché no il tango?, e così inzia un giorno a settimana il "Tango de Miercoles" che in spagnolo ha un doppio senso. Il pubblico che veniva a quelle serate era maggiormente punk o come direbbe più poeticamente Osvaldo Soriano Artisti, pazzi e criminali ;-)
Il fatto è le serate erano piene di fumo, alcool, risse e tanto tango. Il primo "maestro" che è venuto a condividere i suoi passi è José Muñoz, un noto fumettista argentino di fama mondiale. Lui con la sua pazienza insegnava a questi ragazzi che tra un rave e un'altro imparava i suoi primi passi di tango. A tutto questo, La Cueva, diventa un posto molto Cult a Milano, sia per la qualità e la quantità delle proposte. E così dopo che sono usciti vari articoli sulla stampa, arrivano quelli che facevano tango sul serio…jajajajajaja. Subito hanno capito che non era una milonga (al meno nel termino in cui loro lo intendevano) per noi era LA Milonga!. Ma non so come ne perché cominciano a chiamarci per mettere musica in diversi locali di milano.
Cmq il tango a casa mia si ascoltato ( fin troppo;-)) da quando sono nato.


Ai tuoi esordi quali erano i gusti dei tangheri? Ci sono differenze significative con la scena attuale?
 Quando abbiamo cominciato, il gusto era molto classico, Di Sarli, Calo, D'arienzo e poco più, ma con quelli conosciuti, per dirti tanti non conoscevano la variante Calo-Iriarte. Ma da un'altra parte erano molto più aperti sia al ascolto che a ballare, siano altre orchestre e a quel tempo erano gli albori del electrotango che venivano molto ben accolti.
La differenza  con oggi è tanta, intanto il livello di ballo oggi è molto migliorato. C'è una conoscenza musicale molto più alta da parte di chi balla, oggi come oggi non puoi sbagliare  una tanda, che subito te lo fanno notare.
Le differenze sono tante.


Ricordi la tua prima serata in consolle?
No….impossibile ;-) Ricordo si il mio primo festival, quello di Barcelona.


Dalla difficoltà della ricerca dei brani su cd spesso masterizzati, all'esplosione del web , e la conseguente relativa facilitá nel reperire la musica. Secondo te questo cambiamento epocale ha cambiato il modo di lavorare del DJ?
Guarda non so se è cambiato il modo di lavorare del Dj, quello che so è che sono esplosi i DJ !! Ma non credo che basti scaricare tanto da internet se dopo non sai metterli insieme, anche se su intentet ci sono web dove ti dicono le tande da usare. Oppure altri colleghi dj che ti vendono i cd con le tande ( e anche le cortine) già fatte. In questo si che ha cambiato il modo di lavorare. Oggi vedo che si lavora con il PC o addirittura l'Ipod.
Io continuo ad usare  i cd, molto migliore il suono e  anche molto più divertente.
Poi questa ansia di fare il dj sinceramente non la capisco….l'ho sempre considerato un mestiere molto sfigato


Quando costruisci mentalmente la tua serata? Molto tempo prima, durante il viaggio per arrivare in milonga, oppure improvvisi attimo per attimo?
Jajajajaja no non potrei mai, ogni tanda va fatta al momento seguendo, creando la modulazione della pista, e un continuo feedback, senza quella comunicazione, senza quella tensione sarebbe difficile fare una serata. Improvviso assolutamente…quello si…ho sempre un paio di tande già fatte, che sonoo quelle che mi permettono di andare a fumare .


Ti é mai capitato di annoiarti durante una serata, di aver compreso tardivamente che forse quella milonga non riusciva a darti le giuste motivazioni e non vedevi l'ora di finire?
Di annoiarmi? Uuuhhh diverse volte!! Ci sono posti che  "no tienen onda" e anche forzando la mano non riesco a tirarla fuori e dopo due ore ti rendi conto che è già inutile fare qualcosa, ed lì che non si sa perché la serata prende el vuelo e almeno le ultime ore te la passi meglio. Oppure sono le serate un cui mi sento di aver fatto una serata di merda e poi si avvicina qualcuno per farti i complimenti, e nel mio profondo lo sto insultando jajajaja. Per fortuna capita di tutto, alle volte mi vince la stanchezza e non vedo l'ora di finire  allora cerco di tirarmi su con i tanghi che più mi piacciono. Ma non per questo lascio di stare attento alla pista.


Accetti sempre tutto quello che ti propongono o cerchi di fare una selezione preferendo location affascinanti e serate con amici?
Essendo questo il mio unico lavoro accetto tutto quello che mi viene proposto. L'affitto e le bollette non aspettano.


Come definiresti il tuo stile?
Come una scopata jajajaja alle volte può andare molto bene, altre meno ;-))
Nota per Sabino:
(o sarebbe il caso di dire meglio una notte d'amore?  Perché c'è preliminari, movimento, climax e poi sigaretta, per dopo ricominciare jajajaja).


Si é evoluto nel tempo ? Ed in quale direzione?
Si è evoluto tanto, in quale direzione non lo so…spero in meglio. Cmq sono sempre alla ricerca, esperimento, sbaglio, vuelvo a comenzar, Mi sporco, mi pulisco, torno a sporcarmi ;-)).


 Cosa può influenzarti in una serata, il pubblico, i ballerini, l'acustica della location, la durata della tua performance…
Inanzitutto la acustica e la durata sono molto importanti. Più che altro mi influenzano i ballerini, i loro stili, o lo stile di quel posto. Una volta stabilito quello, mi concentro su una coppia o su una donna e la seguo per un pò. Non hai idea quante donne mi hanno ispirato a una serata magnifica e loro non lo saprano mai…
Un'altra cosa che mi influenza molto è la postazione! Trovo importante questo dettaglio, se la postazione è  marginale, molto meglio. Odio le postazioni centrali  e in più si è sul palcoscenico, mi mettono l'ansia.


Spesso capita in alcuni eventi di condividere la serata con un/a collega. Preferisci lavorare generalmente da solo, o se in coppia con chi hai feeling? Oppure, ami il brivido di sperimentare con un collega mai ascoltato fino ad allora?Con chi ho lavorato spesso insieme,  è stato con il grande Felix Picherna! E tutte le volte, ho imparato, mi sono divertito, c'è stata una complicità unica,direi.
Con altri mi è capitato poco, meglio dire quasi mai, quello si di condividere con altri la serata, in quel caso arrivo un ora e mezza prima per ascoltare e poi non ripetere, brani e/o tande.
Poi avendo cominciato in duo, con Giovanni ci siamo divertito tanto anche a sfidarci al momento, sempre improvvisando.
Pero ora mi viene in mente una aneddoto molto particolare. Una volta eravamo tre dj, gli altri due molto bravi, conosciuti e apprezzati.  Dovevamo fare la serata normale di quattro ore, ma in tre!!! Credo che ci siamo messi d'accordo che più o meno ognuno faceva due tande a giro. Il fatto è che è venuta una serata di merda, e penso io, perché nessuno voleva sorpassare l'altro e ci siamo tenuti tutti e tre molto contenuti, senza giocare o senza rischiare niente. E alla fine era una serata come altre ma con tre djs.


Se qualcuno ti chiede il nome di una traccia gliela dici, magari consigliando il cd dove é inclusa, oppure lo inviti ad avventurarsi in una faticosa ricerca?
Dipende da chi è…si è sesso femminile, lo dico senza esitare. Si è qualcun altro gli dico vai vai ;-).


Il pubblico ti molesta in consolle con richieste assurde. Cerchi di accontentarlo oppure fai capire chiaramente che non sei un jukebox?
Duro questo argomento…..purtroppo i molesti sono ovunque dovunque e comunque. Una volta uno che non ho accontentato è andato dal organizzatore a lamentarsi. Un Buchon!! A volte se la richiesta è ragionevole e rientra nel "andazzo" nessun problema. La lista di richieste assurde sarebbe troppo lunga per scriverle!


Ti piace ballare ed ascoltare i tuoi colleghi, gustare le selezioni altrui e stili differenti dalle tue esecuzioni?
Mi piace certo che mi piace, ma ho avuto poche occasioni, dato che i pochi giorni liberi che ho mi dedico a riposare, o a fare tutte le cose che durante giorni restano in sospeso. In quei  non  vado alle milonghe, preferisco girare per altri orizzonti, e niente tango ;-)
Mi capita di più quando vado a Buenos Aires, che là si sono quasi tutte le sere in milonga, per un motivo o un altro…ascolto tantissimo


Ritieni che il modo di musicalizzare sia differente per macroaree geografiche ? Argentina, Nord Europa, Est Europa, Mediterraneo… o tutto il mondo é paese?
Per quanto mi riguarda musicalizzo a modo mio in qualsiasi parte del pianeta…come dicevo prima guardo le persone.
Ma cmq so che in ogni posto si musicalizza in forma diversa…ma alla fine el tango es el tango!!


Ti piacerebbe avere un locale solo per te, arredarlo con l'impianto adeguato ai tuoi desideri, cercare di creare un'onda che ti soddisfi oltre a suonare quando ne hai voglia e creare un calendario di eventi a misura dei tuoi gusti?
Assolutamente!!!!! Ma che un'altro si incarichi delle magagne burocratiche, economiche ecc jajajaja
Cmq in un certo senso ho avuto la fortuna di lavorare in un posto dove ho avuto tutta la libertà de poter proporre eventi, coppie, djs, e con questo luogo ci assomigliavamo molto, che è stata la "Comuna Baires" sempre a Milano. E questo è stato una fortuna, e anche è stato fantastico.
Ora la Comuna riapre, con un altra gestione, e un'altro nome "Epoca Tango" e spero poter continuare una collaborazione assidua.


Le classiche domande a bruciapelo, vietato non rispondere:
Tre orchestre che non possono mancare in una serata.
Di Sarli
D'arienzo
Troilo


Le tue tre orchestre preferite, che possono essere anche diverse dalle precedenti.
D'arienzo, Tanturi, Pugliese


Suggerisci una tanda di tango strumentale, una tanda di tango con cantante, una di vals ed una di milongaIstrumentale: Fresedo
Cantata: D'arienzo - Echague/ Maure
Vals: Canaro- Laurenz- Demare
Milonga: Canaro- Lomuto-Biagi


Quali sono le tre orchestre o cantanti che non sopporti?jejejeje Hector varela (No soporto fueron Tres años!!)
e tante de la Guardia vieja…..


Quale é l'orchestra più sottovalutata dal grande pubblico e quale la più sopravvalutata?
Sopravvalutata: Hector Varela
e ed molto sottovalutato il  Tanturi


Le tue tre serate top ( a giudizio tuo ovviamente…)La serata in cui mia figlia (Nayla Vacca) ha fatto per prima volta la esibizione a Milano insieme a Fernando Sanchez.
La serata in cui ho musicalizzato a La Viruta a Buenos Aires
La serata in cui ho  entregado el Diploma a Felix Picherna come membro della Academia Nacional del Tango. Era stato un grande lavoro che lo riconoscano e alla fine ci la abbiamo fatta.


Siamo meno seri: i dj rimorchiano ?
jajajajajajaja nel mio caso mai!!!!!! Ma vedo che quelli che ballano c'e la fanno credo che il mio handicap è quello. Ma cmq nel ambito deltango non mi capita, perciò quando non lavoro…niente Tango ;-)


Quante storie hai avuto con i tuoi colleghi?
jajajaja Finora…nessuna, ma non lo escludo mai. Uno nunca sabe lo que le puede deparar el destino ;-))

martedì 2 ottobre 2012

Melenita: Non ho mai preparato una serata, ho sempre scelto la musica attimo per attimo


Un nuovo intervento arricchisce la rubrica dedicata ai dj più rappresentativi del panorama internazionale. Questa volta scopriamo Melenita, la prima tangodj donna a scendere in consolle, la cui esperienza pionieristica ha fatto scuola. Grandissima appassionata di musica a 360gradi: non solo tango ma musica di qualità in ogni genere,   imperdibili le sue cortinas, mai casuali, che rendono uniche ogni serata. Melenita é capace di scaldare anche i ballerini più freddi e composti, ed ha vissuto in prima persona, dalla poltrona privilegiata del musicalizador, l'esplosione del fenomeno tango nei primi anni duemila.
I tuoi inizi. Presumo come tutti che il tuo primo approccio sia stato con la pista. Cosa ti ha spinto a fare il salto in consolle? Una scelta ponderata o é stato frutto della casualità?
Ballavo da 4 anni, era il 2003, feci un viaggio a Buenos Aires e apprezzai moltissimo lo stile musicale dei dj locali, la struttura delle serate e la varietà di orchestre proposte. Soprattutto mi colpi l'uso delle cortine ogni 4 brani, all'epoca in Italia non era ancora in uso la cortina come svuotapista, o meglio, non era la regola. Al ritorno mi riproposi di studiare e di importare semplicemente questa usanza, inserendo le orchestre che avevo apprezzato e che ancora in Italia non si ballavano. All'inizio eravamo in due, io e Anna Schiffino, il nostro intento era ballare finalmente il tango che ci piaceva, nella maniera che ci piaceva dividendoci la serata.
Ai tuoi esordi quali erano i gusti dei tangueri? Ci sono differenze significative con la scena attuale?
All'inizio non fu facile introdurre la serata con le cortine, era una novità e la gente in pista rimaneva ferma, non sapendo bene cosa fare. Ma la musica piaceva e in poco tempo io e la mia socia eravamo subissate di richieste da tutta Italia, complice anche la novità delle donne in consolle. All'epoca non si usavano orchestre come Lomuto, la Tipica Victor, Carabelli, Biagi, ai tangueri piaceva molto Pugliese e gli strumentali andavano per la maggiore. In qualche maniera posso affermare di aver indirizzato in quegli anni i gusti dei ballerini introducendo uno stile musicale più aperto ai cantati, ai ritmati, e alle orchestre fino ad allora bistrattate.

Ricordi la tua prima serata in consolle?
La mia prima serata è per me un momento che non posso dimenticare. Fu all'Amusement Park, una bellissima milonga a Padova, in quegli anni uno dei centri nevralgici del tango nel Nord Italia. Era un venerdì sera, la sala era come sempre gremita di persone, io tremavo all'idea di sbagliare qualcosa, temevo che la nostra idea non sarebbe piaciuta, avevo la mia cortina portafortuna, Otherwise dei Morcheeba e tutto filò liscio, la gente era stupita, felice, incuriosita e da lì iniziò la mia avventura.

Dalla difficoltà della ricerca dei brani su cd spesso masterizzati, all'esplosione del web , e la conseguente relativa facilitá nel reperire la musica. Secondo te questo cambiamento epocale ha cambiato il modo di lavorare del DJ?
Io posso dire che in quegli anni reperire musica non era semplicissimo, ricordo che studiavo le discografie, capivo quel che man mano usciva in cd e ordinavo tramite un negozio di dischi online o mi facevo portare musica dai miei amici che andavano in Argentina. Tramite le mie amicizie con alcuni dj locali, riuscivo ad avere cose che magari non si trovavano sul mercato ma il mio obiettivo era avere tutta la musica su supporti originali. Quando tornai a Buenos Aires nel 2005 le cose diventavano sempre più semplici, la raccolta 78 RPM ci semplificò a vita e molti brani fino ad allora non rintracciabili furono finalmente alla nostra portata con delle incisioni ottime. Io credo che adesso sia molto più semplice per un dj reperire musica, anche se a mio parere, chi non parte da uno studio approfondito delle discografie, perde sicuramente un pezzo molto importante del percorso.

Quando costruisci mentalmente la tua serata? Molto tempo prima, durante il viaggio per arrivare in milonga, oppure improvvisi attimo per attimo?
Non ho mai preparato una serata, ho sempre scelto la musica attimo per attimo, sin dalla prima volta in consolle ho sempre improvvisato e lo continuo a fare oggi, con il computer. Avendo un'impostazione "da cd", da qualche mese ho deciso di riversare tutto sul mio Mac ma utilizzo un programma che mi permette di simulare i lettori cd, senza darmi la possibilità di infilare due brani di seguito :)
Ti é mai capitato di annoiarti durante una serata, di aver compreso tardivamente che forse quella milonga non riusciva a darti le giuste motivazioni e non vedevi l'ora di finire? Accetti sempre tutto quello che ti propongono o cerchi di fare una selezione preferendo location affascinanti e serate con amici?
Mi è capitato diverse volte di annoiarmi, soprattutto in serate in cui la pista mi ha richiesto di allontanarmi dal mio stile. All'inizio, soprattutto per fare pratica, ho accettato serate ovunque, in tutta Italia e in qualsiasi milonga, pian piano ho selezionato fino ad arrivare ad un punto in cui lavoravo solo ad eventi o festival. Adesso che da poco ho ripreso dopo qualche anno di pausa, posso accettare poche cose e per lo più da amici, il tempo che ho non è più tantissimo da dedicare a questa attività.

Come definiresti il tuo stile? Si é evoluto nel tempo ? Ed in quale direzione? Cosa può influenzarti in una serata, il pubblico, i ballerini, l'acustica della location, la durata della tua performance...
Il mio stile è sempre stato molto classico, influenzato dallo stile dei dj argentini, anche in tempi non sospetti :). Diciamo che nel tempo più che evolversi il mio gusto si è affinato. In una serata mi influenza molto l'acustica, la durata è indifferente, non mi interessa che nella sala ci siano molti principianti invece, mi influenza negativamente una serata con poche persone, mi affatica molto, non per niente penso che un buon dj si veda non nei grandi eventi quanto nelle piccole milongas settimanali, o in serate scarsamente frequentate.

Spesso capita in alcuni eventi di condividere la serata con un/a collega. Preferisci lavorare generalmente da solo, o se in coppia con chi hai feeling? Oppure, ami il brivido di sperimentare con un collega mai ascoltato fino ad allora?
Per principio non amo moltissimo condividere la consolle, l'ho fatto per un periodo lungo con Anna Schiffino, lei per me aveva lo stesso identico gusto e la mia stessa sensibilità musicale. Se lo faccio mi diverto però con amici o con dj che per lo meno conosco e che non si prendano troppo sul serio soprattutto!

Se qualcuno ti chiede il nome di una traccia gliela dici, magari consigliando il cd dove é inclusa, oppure lo inviti ad avventurarsi in una faticosa ricerca?
Apprezzo moltissimo i tangueri che si interessano alla musica, cerco di aiutarli dando loro più informazioni che posso, credo nella condivisione delle risorse non detengo nessun segreto da custodire gelosamente in un cassetto.

Il pubblico ti molesta in consolle con richieste assurde. Cerchi di accontentarlo oppure fai capire chiaramente che non sei un jukebox?
Non sono mai stata una dj compiacente né molto disponibile nei confronti delle richieste assurde. Spesso uso la tecnica dell'indifferenza, non ho tempo né voglia di fare lezioni di musica a chiunque!

Ti piace ballare ed ascoltare i tuoi colleghi, gustare le selezioni altrui e stili differenti dalle tue esecuzioni?
Amo molto ascoltare gli altri dj, quando so per certo che si tratta di persone che hanno studiato e che fanno questo lavoro con passione e dedizione. Vado molto poco a ballare e in queste occasioni la mia attenzione è rivolta alle selezioni musicali, non posso fare a meno di ascoltare la musica.

Ritieni che il modo di musicalizzare sia differente per macroaree geografiche ? Argentina, Nord Europa, Est Europa, Mediterraneo... o tutto il mondo é paese?
Non ho esperienza diretta del tango nell'Est Europa, nel resto dei luoghi citati credo che la matrice sia unica, quella argentina.

Ti piacerebbe avere un locale solo per te, arredarlo con l'impianto adeguato ai tuoi desideri, cercare di creare un'onda che ti soddisfi oltre a suonare quando ne hai voglia e creare un calendario di eventi a misura dei tuoi gusti?
Credo che perché un dj si esprima la meglio, la condizione ideale sia di non mischiare niente altro con la sua attività, come insegnamento e organizzazione di eventi o milonghe. Questa è la mia opinione chiaramente...quando mi è capitato di dovermi occupare di altro oltre che della musica inevitabilmente le mie selezioni ne hanno risentito.

Le classiche domande a bruciapelo, vietato non rispondere:
Tre orchestre che non possono mancare in una serata.
Di Sarli, D'Arienzo, Biagi

Le tue tre orchestre preferite, che possono essere anche diverse dalle precedenti.
Di Sarli, Fresedo, D'Arienzo

Suggerisci una tanda di tango strumentale, una tanda di tango con cantante, una di vals ed una di milonga
Di Sarli: Ensuenos, Siete Palabras, EL Distinguido Ciudadano, Un lamento
Biagi/Ortiz : Marcas, Calla Corazon, Guapo y Varon, Indiferencia
Vals: Esquinas Portenas (A. D'Agostino) Alzame en tus brazos (C.Di Sarli) Lo mismo que ayer (J. D'Arienzo)

Milongas: Papas Calientes (E.Donato) Corrales Viejos (E.Donato) El Torito (E.Donato)


Quali sono le tre orchestre o cantanti che non sopporti?

Alfredo De Angelis cantato e strumentale. Bustos come cantante, Sassone

Quale é l'orchestra più sottovalutata dal grande pubblico e quale la più sopravvalutata?
La più sottovalutata: Ricardo Malerba, la più sopravvalutata : Miguel Calò

Le tue tre serate top ( a giudizio tuo ovviamente...)
E' difficile giudicarsi da soli, sicuramente ho delle serate che per un motivo o per un altro hanno segnato la mia storia.
La prima volta al Festival di Torino, all'epoca (2006) il venerdì sera contava quasi 1000 persone, per me fu impressionante.
Il primo Festival di Siracusa, la prima edizione, la prima serata. Fantastica.
E per ultima la serata di chiusura stagione del TPO di un anno che poteva essere forse il 2005, in coppia con Sabino, indimenticabile.

Siamo meno seri: i dj rimorchiano ? Quante storie hai avuto con i tuoi colleghi?
La verità è che ho sempre sognato di avere una storia con un dj, ma non sono stata fortunata in questo :)
E alla domanda se i dj rimorchiano rispondo che si, certamente!
 

lunedì 1 ottobre 2012

Sandro Puliti: il tango è il tango, quel piccolo microcosmo di vita dove i sentimenti subiscono un’accelerazione











Apro con Sandro Puliti, una serie di interviste dedicate ai dj più rappresentativi nel panorama tanguero internazionale. Sandro, ospite fisso delle consolle di tutta Europa,  fine cultore e conoscitore del tango argentino, il cui tocco è richiesto dai grandi eventi, siano essi maratone che festival, è sulla breccia da anni, ed è un acuto testimone dell’evolversi del fenomeno tango in Italia e sulle platee estere.

Una chiacchierata informale che vuole essere un viaggio alla scoperta dei segreti dei “musicalizador”, tutti diversi nello stile e nelle personalità, ma con un denominatore comune rappresentato dalla passione per il tango. Dalla splendida Firenze, Sandro Puliti ci rivela i suoi segreti e la sua venerazione per Osvaldo Fresedo…

 

 I tuoi inizi. Presumo come tutti che il tuo primo approccio sia stato con la pista. Cosa ti ha spinto a fare il salto in consolle? Una scelta ponderata o é stato frutto della casualità?
Beh, l’approccio più che con la pista fu con le lezioni. Lì incontrai la musica. Lo racconto sempre, prima di incominciare ad andare a lezione, a casa avevo solo due cd di tango, uno di Gardel ed uno di Piazzolla, nel mezzo il vuoto. Quando scoprii tutto il mondo musicale che il tango offriva ne rimasi colpito. Anzi, fu la musica la vera spinta iniziale a proseguire nell’imparare a ballare. Il salto in consolle fu la normale conseguenza.


Ai tuoi esordi quali erano i gusti dei tangueri? Ci sono differenze significative con la scena attuale?
Non parlerei di gusti musicali, c’era quello che c’era. Eravamo bambini da quel punto di vista. Tutto partiva dalle proposte che i maestri facevano a lezione e da lì cominciavamo a formare il gusto….poi in milonga. Ma le proposte musicali erano più o meno le solite, doveva essere fatta ancora tanta strada per conoscere tutto il panorama musicale che il tango poteva offrire e soprattutto quanto di quel mondo poteva essere adatto alla pista. Adesso possiamo dire che abbiamo tanto da proporre ma rimane sempre il fatto che con tutto quello che hai da proporre, la qualità sta nel come lo proponi.


Ricordi la tua prima serata in consolle?
Eh, una milonga di Firenze e l’emozione di non sapere cosa sarebbe successo; si parla di circa dieci anni fa, un secolo. Tutti pezzi ed orchestre “classiche”; una particolarità, di Canaro, o comunque in generale di pezzi dei primi anni ’30, pochissimi, quasi assenti. Si privilegiava “la epoca d’oro” dalla fine degli anni ’30 a tutti gli anni ’40. Una nota importantissima. Lo stile di come mettere musica, a parte il grande Felix Picherna, che a quell’epoca era inarrivabile, con il suo stile totalmente personale, tutto per me cominciò ascoltando una “serata” tipo di Mario Orlando, dj del Nino Bien. Una selezione che arrivò in Italia su cd. Portati da due ragazze che andarono a Buenos Aires in quel periodo, Anna & Melenita. Credo fosse il 2002…. Poi nel 2003 ci andai anch’io a Baires.


Dalla difficoltà della ricerca dei brani su cd spesso masterizzati, all'esplosione del web , e la conseguente relativa facilitá nel reperire la musica. Secondo te questo cambiamento epocale ha cambiato il modo di lavorare del DJ?
Sicuramente l’uso del computer ha facilitato molto il dj. La possibilità di reperire files di canzoni praticamente ovunque, scatenata anche dalla possibilità di trasformare molti brani su vinili, mai editati in cd, in mp3 o simili.


Quando costruisci mentalmente la tua serata? Molto tempo prima, durante il viaggio per arrivare in milonga, oppure improvvisi attimo per attimo?
Anche in questo la storia è cambiata. Agli inizi “preparavo” le serate con una playlist base su cui poi facevo dei cambiamenti al momento. Poi, abbastanza velocemente, le cose cambiarono. Cominciai ad andare alle serate senza nessuna idea. Costruivo la serata mentre si svolgeva. Tra l’altro, e questa è una particolarità delle maratone di tango. Succedendo ad un collega ti informi su cosa lui ha passato per non riproporre, almeno nelle prime ore, musica che può essere già stata suonata.


Ti é mai capitato di annoiarti durante una serata, di aver compreso tardivamente che forse quella milonga non riusciva a darti le giuste motivazioni e non vedevi l'ora di finire?
Annoiato mai, semmai stanco. Talvolta, in alcune milonghe, può mancare una certa energia, che nessuna selezione musicale, seppur appropriata, può stimolare.

Accetti sempre tutto quello che ti propongono o cerchi di fare una selezione preferendo location affascinanti e serate con amici?

Non è un lavoro per me e quindi vado a sensazione. Di solito può essere il tipo di evento che mi stimola o il passa parola tra amici.


Come definiresti il tuo stile? Si é evoluto nel tempo ? Ed in quale direzione? Cosa può influenzarti in una serata, il pubblico, i ballerini, l'acustica della location, la durata della tua performance…
Onestamente non saprei, stile? Mah, lo scopo rimane sempre quello di riuscire a creare un’onda cercando di alternare le varie orchestre in maniera che la pista sia “piena”. Un’evoluzione c’è stata, sicuramente. E’ andata di pari passo con l’affinamento della sensibilità e la “scoperta, si fa per dire, di tutta quella quantità di musica che possiamo utilizzare. Tanta, veramente.


Spesso capita in alcuni eventi di condividere la serata con un/a collega. Preferisci lavorare generalmente da solo, o se in coppia con chi hai feeling? Oppure, ami il brivido di sperimentare con un collega mai ascoltato fino ad allora?
E’ una possibilità, quella di condividere con qualcuno la consolle. In molti casi è divertente e spesso il feeling si crea naturalmente. Poi, e parlo anche come ballerino, condividendo la consolle hai la possibilità di farti anche delle tande ballando.

Se qualcuno ti chiede il nome di una traccia gliela dici, magari consigliando il cd dove é inclusa, oppure lo inviti ad avventurarsi in una faticosa ricerca?

Si, non ho mai posto veti in questo senso. Se qualcuno mi chiede qualcosa, e spesso si tratta ormai di files, gliela faccio avere.


Il pubblico ti molesta in consolle con richieste assurde. Cerchi di accontentarlo oppure fai capire chiaramente che non sei un jukebox?
Diciamo che la richiesta me la possono fare ma non è detto che la accolga. È una possibilità.

Ti piace ballare ed ascoltare i tuoi colleghi, gustare le selezioni altrui e stili differenti dalle tue esecuzioni?

Certo che mi piace ballare, rimane per me la cosa più bella del tango. E veramente posso dirti che quando qualche collega mi fa “sognare” con la sua selezione sono estremamente felice. Come stili differenti posso dirti che non amo molto ballare su selezioni di tango elettronico od anche semplicemente di orchestre attuali, soprattutto se usate in maniera pesante. Sai la tanda di elettronico e/o di orchestra attuale ci può stare….. una.


Ritieni che il modo di musicalizzare sia differente per macroaree geografiche ? Argentina, Nord Europa, Est Europa, Mediterraneo… o tutto il mondo é paese?
A questa domanda posso rispondere in maniera attendibile. Fuori dall’Europa non sono mai andato sia a mettere musica che a ballare,  e da Baires è tanto che manco. L’ultima volta che ci sono stato, il 2005, era molto presente, almeno in certi ambienti, il tango elettronico e conseguentemente si ballava il “tango nuevo”. Per intenderci i tempi dei vari Bajofondo, Gotan, ecc. Però in molte milonghe classiche si continuava con selezioni altrettanto classiche. Dal mio punto di vista un altro discorso va fatto per l’Europa. Qua, è mia opinione, si è sviluppata tutta una corrente di djs estremamente raffinati ed, in un certo senso, originali. Credo che adesso in Europa si possa ascoltare e ballare dell’ottima musica praticamente dappertutto, almeno agli eventi ma anche in molte milonghe stabili.


Ti piacerebbe avere un locale solo per te, arredarlo con l'impianto adeguato ai tuoi desideri, cercare di creare un'onda che ti soddisfi oltre a suonare quando ne hai voglia e creare un calendario di eventi a misura dei tuoi gusti?
La cosa sarebbe molto bella. Chi non vorrebbe un’opportunità del genere. Sicuramente la vorrei però condividere con altri. Anche dal punto di vista organizzativo. Il tango è condivisione.


Le classiche domande a bruciapelo, vietato non rispondere:

Tre orchestre che non possono mancare in una serata:

Come sai direi :Fresedo,Fresedo,Fresedo…… a parte gli scherzi…. Fresedo, D’Arienzo, DiSarli


Le tue tre orchestre preferite, che possono essere anche diverse dalle precedenti:
Fresedo, Canaro, Laurenz.

Suggerisci una tanda di tango strumentale, una tanda di tango con cantante, una di vals ed una di milonga

Biagi: Cielito Lindo, Racing Club, La marca del fuego, Belgica

Fresedo con Ray: Volver, No me pregunten porquè, Arrabal amargo, Te juro madre mia.

Troilo: Romance de Barrio, Lloraras lloraras, Valsecito amigo

Laurenz: La vida es una milonga, Maldonado, Chatero de aquel entonces

Quali sono le tre orchestre o cantanti che non sopporti?
Ormai lo sanno tutti: Alfredo De Angelis…. Non riesco a farmelo piacere.

Quale é l'orchestra più sottovalutata dal grande pubblico e quale la più sopravvalutata?

Fresedo.

…sopravvalutata? Nessuna direi.

Le tue tre serate top ( a giudizio tuo ovviamente…)
Onestamente non saprei….. davvero.


Siamo meno seri: i dj rimorchiano ? Quante storie hai avuto con i tuoi colleghi?
Sabino, il tango è il tango, quel piccolo microcosmo di vita dove i sentimenti subiscono un’accelerazione. Un abbraccio.

 

Fine della conversazione in chat