martedì 2 aprile 2013

La Conversazione, un Coppola geniale



Uno dei più straordinari film di Coppola che abbia mai visto. Certo siamo lontani dalla grandiosità epica de Apocalypse Now e la trilogia del Padrino. Ma il tono silenzioso e quasi dimesso, privo di retorica De La conversazione rappresenta uno dei punti di forza di questa pellicola. Quanto è stato lungimirante il regista a prevedere una epoca, come quella attuale, dove siamo spiati, invasi e controllati da migliaia di informazioni. Vittime sacrificali ed inconsapevoli di una nuova religione: l’intercettazione mediatica e privata. 

Un Gene Hackman in stato di grazia si trova al centro di un complotto. È un professionista dell’intercettazione ambientale incaricato da un impiegato di spiare una coppia clandestina , servendosi si un sofisticato sistema brevettato da se stesso. La storia però puzza di bruciato ed il sospetto di essere al centro di un complotto  diventa realtà quando dopo un’avventura con una seducente fanciulla si alza scoprendo che sia la donna che i nastri si sono volatilizzati. È stato giocato dalla coppia di amanti che si sono liberati del marito della donna. Hackman viene informato che casa sua è sotto controllo, ma tentato inutilmente di scovarli, divelta la casa in una crisi isterica si rassegna a suonare il sax nel suo appartamento. Coppola rappresenta una amara parabola sul Watergate e sullo spionaggio industriale ma che risulta attuale ancora oggi. Nessuno è al riparo quando si trova incastrato nei meccanismi infernali  del suo lavoro e della sua società. L’unica liberazione può risultare la follia. 

Di questo film mi affascina il contrasto tra il taciturno mondo dell’asso dello spionaggio e l’onda fragorosa delle voci esterne cui è costretto all’ascolto.  Un film che insegna quanto spiare gli altri risulti pericoloso, perché si è costretti poi a spiare se stessi e difendersi da comportamenti analoghi. Nella società di Facebook e dei social media  un capolavoro di Coppola da rivedere, ingiustamente poco amato dalla critica e dal grande pubblico.

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